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Cassazione Civile, Ordinanza n. 03217/2023 del 02/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (creditori)

La controversia

La vicenda trae origine da un'opposizione avverso un atto di precetto notificato da alcuni creditori a più soggetti, poi rigettata in primo grado e confermata in appello. In cassazione i ricorrenti hanno proposto tre motivi: (1) dedotta violazione o falsa applicazione di una pluralità di norme processuali e sostanziali, senza però specificare in modo puntuale le ragioni concrete delle asserite violazioni; (2) denunciata nullità della sentenza e del procedimento; (3) denunciato vizio di motivazione ai sensi della previgente formulazione dell'art. 360, n. 5, c.p.c. Inoltre, alla vigilia dell'adunanza è stata depositata una nuova istanza di ricusazione del Presidente e del relatore, fondata sugli stessi argomenti di una precedente istanza già dichiarata inammissibile. La Corte ha rilevato che la nuova ricusazione era tardiva e reiterativa, quindi non idonea a determinare la sospensione del processo.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha preliminarmente escluso la sospensione del giudizio per la nuova istanza di ricusazione, ritenuta ictu oculi carente dei requisiti formali di ammissibilità perché tardiva e sostanzialmente reiterativa di una istanza già dichiarata inammissibile. Quanto al ricorso, ha ritenuto non rispettato il requisito dell'esposizione sommaria dei fatti ex art. 366, comma 1, n. 3, c.p.c., perché il fatto sostanziale e processuale non era esposto in modo chiaro e completo. Ha inoltre ravvisato la violazione dell'art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c. per mancata riproduzione e localizzazione degli atti e documenti richiamati. I singoli motivi sono stati considerati a loro volta inammissibili perché generici, non specificamente correlati alla decisione impugnata e, per il terzo motivo, basati sul vecchio art. 360, n. 5, c.p.c. non applicabile ratione temporis. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione l'esposizione sommaria dei fatti deve consentire alla Corte una chiara e completa comprensione della vicenda sostanziale e processuale senza ricorrere ad altre fonti o atti esterni; in difetto il ricorso è inammissibile.
  • Chi deduce in cassazione l'omessa o erronea valutazione di documenti deve assolvere congiuntamente l'onere di produrli e di indicarli/localizzarli nel fascicolo, nonché di trascriverne o riassumerne il contenuto; la mancanza anche di uno solo di tali adempimenti determina inammissibilità.
  • I motivi di ricorso devono essere specifici e riferiti alla decisione impugnata: il generico rinvio ad altre censure o l'elencazione indistinta di norme asseritamente violate non è sufficiente.
  • Il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. deve essere formulato secondo la disciplina applicabile ratione temporis; la proposizione della censura secondo una versione abrogata rende il motivo inammissibile.
  • La mera proposizione di un'istanza di ricusazione non sospende automaticamente il processo: il giudice a quo può compiere una sommaria delibazione sulla sua ammissibilità e, se l'istanza è ictu oculi tardiva o reiterativa, il procedimento prosegue.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniOpposizioni esecutive
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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