Cassazione Penale, Sentenza n. 6299/2022 del 22/02/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Madonia ha impugnato il rigetto del permesso premio; il Tribunale di sorveglianza aveva ritenuto sussistente la pericolosità sociale nonostante il mutamento della personalità e la buona condotta, fondando il giudizio prevalentemente sul casellario giudiziario e sull'allocazione nel circuito di alta sicurezza e senza acquisire informazioni aggiornate sui suoi rapporti con la criminalità organizzata, né compiere le verifiche istruttorie ritenute necessarie per valutare l'attualità dei collegamenti mafiosi e la possibilità di ripristino dei vincoli associativi
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Ancona, rinviando per nuovo giudizio. La Corte ha richiamato i principi che disciplinano i permessi-premio (art. 30-ter Ord. pen.) e la necessità che il giudice acquisisca informazioni complete: regolare condotta, assenza di pericolosità sociale, e funzionalità del permesso. Ha precisato che, specialmente per condannati per reati ex art. 416-bis o assimilabili non collaboranti, permane una presunzione relativa di pericolosità che va superata con elementi concreti; pertanto il Tribunale doveva acquisire informazioni anche dal Procuratore nazionale antimafia, dal procuratore distrettuale competente e dal comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e poteva e doveva esercitare poteri d'ufficio per colmare i deficit istruttori. L'annullamento è motivato dalla carenza di verifiche decisive (osservazione della personalità aggiornata e attualità/operatività della cosca) e dal rinvio istruttorio ad una "prossima istanza" ritenuto inadeguato
Norme richiamate
Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario), art. 30-ter
Il permesso premio ha finalità plurime (pedagogico-rieducativa e premiale). La concessione richiede la verifica di tre presupposti: regolare condotta, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso rispetto a interessi affettivi/culturali/lavorativi
D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 (Regolamento di esecuzione), art. 65
La domanda di permesso deve essere corredata dal parere motivato del direttore e dall'estratto della cartella; contiene l'esito dell'osservazione scientifica della personalità e la documentazione che l'istituto è obbligato a trasmettere, ma il magistrato di sorveglianza può assumere informazioni integrative
D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, art. 27
Disciplina l'osservazione scientifica della personalità come elemento di verifica nel procedimento per permessi-premio
Ordinamento penitenziario, art. 4-bis, comma 1-bis
Nei casi di reati 'ostativi' ex art. 416-bis permane una presunzione relativa di perdurante pericolosità che richiede elementi concreti per escludere sia l'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata sia il pericolo di ripristino di tali legami
Codice di procedura penale, art. 597, comma 1
Sottolinea la natura devolutiva del reclamo al tribunale di sorveglianza: il tribunale non si limita a censurare la decisione ma decide nel merito, valutando sopravvenienze e carenze istruttorie
Codice di procedura penale, art. 666, comma 5 e art. 678
Attribuiscono al tribunale di sorveglianza poteri d'ufficio per l'assunzione di informazioni e prove, poteri che devono essere esercitati quando emergono deficit istruttori
Sentenza Corte costituzionale n. 253 del 2019
Ha escluso l'inibizione assoluta per i condannati per reati ex art. 416-bis non collaboranti, stabilendo una presunzione relativa di pericolosità che può essere vinta mediante acquisizione di elementi concreti; impone l'acquisizione di informazioni da Procura nazionale antimafia, Procura distrettuale competente e comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica
Sentenza Corte costituzionale n. 20 del 2022
Ha precisato che la valutazione per superare la presunzione si fonda sulla situazione oggettiva e non può basarsi esclusivamente sull'atteggiamento soggettivo del richiedente; il regime probatorio deve essere proporzionato alla forza del vincolo associativo
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 1, n. 10316 del 30/1/2020; Sez. 1, n. 33743 del 14/7/2021)
Riferimenti giurisprudenziali presenti nel testo
Confermano che il tribunale di sorveglianza deve valutare nel merito il reclamo, apprezzare il contributo documentale del detenuto e attivare i poteri d'ufficio per colmare deficit istruttori; nel contesto dei delitti 416-bis la parte richiedente può allegare elementi fattuali e il giudice può integrare l'istruttoria
Massime di principio
- Il permesso-premio richiede la verifica di tre presupposti: regolare condotta, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso; il giudice deve acquisire informazioni adeguate su ciascuno
- Per i condannati per reati connessi alla criminalità organizzata (art. 416-bis) che non collaborano, permane una presunzione relativa di pericolosità: va fornita evidenza oggettiva che escluda l'attualità dei legami e il rischio di ripristino
- La gravità o la remota commissione di reati non possono da sole giustificare il diniego; è necessaria una valutazione individualizzata e aggiornata della situazione oggettiva
- Se emergono carenze istruttorie il tribunale di sorveglianza ha il dovere di esercitare i poteri d'ufficio per acquisire informazioni (anche da Procura nazionale antimafia, Procura distrettuale e comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica) prima di decidere
- La mancanza di documentazione inviata dall'istituto non preclude automaticamente il beneficio; il giudice deve valutare e, se necessario, integrare l'istruttoria
- Rinviare l'approfondimento istruttorio ad un'esigenza futura senza valutare e acquisire le informazioni necessarie può determinare l'annullamento del provvedimento giudiziario
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