Cassazione Penale, Sentenza n. 15112/2026 del 27/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere in relazione a capi che includono il reato ex art. 74 DPR 309/90 (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti) e reati ex art. 73 DPR 309/90. Ha dedotto due motivi: (1) vizio di motivazione con riferimento al capo 1, sostenendo che i dati indiziari (conversazioni e dichiarazioni) non dimostrerebbero l'appartenenza del Raso all'associazione, l'assenza di affectio societatis e che le conversazioni evidenzierebbero al più un rapporto di fornitura intermittente; (2) violazione di legge e vizio di motivazione per mancata verifica dell'attendibilità e dei riscontri delle dichiarazioni del collaboratore Gangemi, nonché contraddittorietà nella ricostruzione (Gangemi avrebbe parlato di più fornitori mentre il tribunale avrebbe individuato il Raso come principale fornitore).
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Pur riconoscendo preliminarmente che l'interesse a impugnare può essere valutato anche rispetto a singoli capi, ha ritenuto ammissibile il ricorso per la specificità della durata della misura nel caso del reato ex art. 74. Sulla sostanza, ha confermato la valutazione del tribunale del riesame: la motivazione è ritenuta logica e analitica nel ricostruire il ruolo continuativo del Raso come principale fornitore del sodalizio (con riscontri nelle conversazioni e nelle dichiarazioni del collaboratore), e le eccezioni difensive sono state considerate meri tentativi di rivalutazione del merito o deduzioni nuove/generiche non ammesse. Sul profilo dell'attendibilità del collaboratore, la Corte ha rilevato l'assenza di contestazioni precedenti e l'esistenza di riscontri indiziari nel compendio probatorio. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese del procedimento e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti
La Corte conferma che può configurarsi associazione anche con la condotta di un fornitore abituale: è rilevante la durevole comunanza di scopo e il contributo ripetuto all'operatività dell'associazione
illeciti relativi alla detenzione e al traffico di sostanze stupefacenti
Reati-fine collegati alla contestazione principale; la loro rilevanza incide sulla complessiva valutazione della misura cautelare
cod. proc. pen., art. 618, comma 1-bis
vincolatività delle pronunce delle Sezioni Unite
La Corte richiama la limitazione del campo di applicazione vincolante dei precedenti nomofilattici; l'interpretazione della norma deve essere circoscritta alle questioni effettivamente oggetto del principio dichiarato
cod. proc. pen., art. 568, comma 4
interesse all'impugnazione
L'interesse all'impugnazione deve essere concreto e attuale, cioè idoneo a creare una situazione praticamentemigliore per l'impugnante eliminando il pregiudizio del provvedimento impugnato
cod. proc. pen., art. 407, comma 2, lett. a)
riferimento alla durata della custodia per specifiche fattispecie
Nel caso concreto incide sulla durata della misura cautelare e quindi ha rilevanza ai fini dell'ammissibilità dell'impugnazione parziale
determinazione della durata della custodia cautelare per alcune fattispecie
Sottolinea che alcune qualificazioni del reato comportano termini di custodia più lunghi, ragione per cui l'accoglimento parziale dell'impugnazione può avere effetti pratici
condanna del ricorrente alle spese
Previsto l'onere per il ricorrente di sostenere le spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso
disp. att. cod. proc. pen., art. 94, comma 1-ter
adempimenti di cancelleria relativi alla Cassa delle Ammende
Norma procedurale richiamata per gli adempimenti conseguenti alla condanna al versamento alla Cassa delle Ammende
Massime di principio
- L'impugnazione parziale di una misura cautelare è ammissibile solo se il rigetto/incidenza limitata riguarda profili della misura (an o quomodo) tali da poter concretamente modificare la situazione di libertà (es. durata della custodia); altrimenti manca interesse concreto e la cassazione può essere dichiarata inammissibile
- La valutazione probatoria sui presupposti cautelari è rimessa al giudice di merito e alla sua analisi dell'insieme indiziario: la Cassazione interviene solo in presenza di vizio manifesto, illogicità o contraddittorietà della motivazione, non per una rivalutazione del merito
- Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia richiedono contestazione e verifica già nelle fasi precedenti (riesame); eccepirne l'attendibilità tardivamente è spesso inammissibile se non erano state sollevate prima
- La figura del fornitore abituale può integrare la partecipazione ad un'associazione finalizzata allo spaccio quando emergano elementi di continuità, ripetizione e contributo alla realizzazione del fine comune, anche se il sodalizio occasionalmente si avvale di altri fornitori
- Per dedurre vizi di motivazione in Cassazione è necessario allegare integralmente le dichiarazioni o gli atti presi a riferimento (principio di autosufficienza): i richiami generici o senza allegazione integrale sono inammissibili
- Chi propone ricorso per cassazione contro decisioni cautelari concreteva valutare il rischio di condanna alle spese e, in casi ritenuti non gravemente colpevoli, anche di pagamento alla Cassa delle Ammende
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