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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27112/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito impugnata resta quindi ferma, con conferma sostanziale della condanna già pronunciata in appello; il tema oggetto di censura riguardava esclusivamente il trattamento sanzionatorio e la circostanza attenuante richiesta.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna, deducendo violazione di legge in relazione alla mancata applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità di cui all'art. 62 n. 4 c.p. e alla mancata prevalenza di tale attenuante sulla recidiva contestata. La Corte di cassazione rileva però che il motivo riproduce censure già prospettate in appello ed è comunque manifestamente infondato, perché l'applicazione dell'attenuante richiede una valutazione di fatto riservata al giudice di merito; nel caso concreto i giudici di merito avevano escluso in radice la sussistenza dell'attenuante sulla base del valore dei beni, del danno cagionato alla struttura e alla persona offesa. La Corte ritiene inoltre non decisiva la pronuncia della Corte costituzionale n. 141/2023 sulla prevalenza dell'attenuante rispetto alla recidiva reiterata, poiché nel caso esaminato l'attenuante non era stata riconosciuta affatto.

Norme richiamate

  • art. 62 n. 4 c.p.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità presuppone un apprezzamento di fatto rimesso al giudice di merito; se il giudice esclude in radice la sua ricorrenza con motivazione congrua, la censura in cassazione è inammissibile o comunque infondata.

  • art. 69, co. 4, c.p.

    La pronuncia della Corte costituzionale n. 141/2023 sulla prevalenza dell'attenuante ex art. 62 n. 4 c.p. sulla recidiva reiterata rileva solo quando l'attenuante sia stata riconosciuta; non incide se l'attenuante è stata esclusa a monte.

  • Corte cost. n. 141/2023

    Viene richiamata per affermare che l'illegittimità costituzionale sulla regola di bilanciamento tra attenuante e recidiva non è pertinente quando la diminuzione ex art. 62 n. 4 c.p. non è stata ritenuta sussistente.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La valutazione sulla sussistenza dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità è un giudizio di merito, insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione logica e congrua.
  • Il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre censure già formulate in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata, è inammissibile o comunque manifestamente infondato.
  • La regola costituzionale sulla prevalenza dell'attenuante del danno di speciale tenuità sulla recidiva reiterata opera solo se l'attenuante è stata riconosciuta; non consente di contestare in cassazione l'esclusione a monte della circostanza attenuante.
  • Ai fini dell'art. 62 n. 4 c.p. il giudice può valorizzare il valore dei beni sottratti o danneggiati, l'entità del danno arrecato e le conseguenze sulla persona offesa o sulla struttura interessata.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, segue la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiRecidiva

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