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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27093/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Non è stata modificata la decisione di merito che aveva affermato la responsabilità per tentata truffa e negato l'art. 131-bis c.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Cagliari che lo aveva riconosciuto responsabile del delitto di tentata truffa. Con il primo motivo ha contestato la correttezza della motivazione sulla responsabilità, sostenendo che la condotta dovesse essere qualificata come reato impossibile per inidoneità dell'azione. Con il secondo motivo ha lamentato il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Corte ha rilevato che il primo motivo riproduceva in modo sostanzialmente pedissequo censure già formulate in appello e disattese, senza svolgere una critica specifica e argomentata della decisione impugnata. Quanto al secondo motivo, ha ritenuto corretta e non illogica la motivazione di merito che escludeva la particolare tenuità del fatto valorizzando l'abitualità della condotta e la valutazione complessiva dei parametri di cui all'art. 133 c.p., richiamando il principio secondo cui possono rilevare anche condotte e reati successivi ai fini della serialità ostativa al beneficio.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità richiede una valutazione complessa e complessiva delle peculiarità del fatto; può essere esclusa in presenza di abitualità della condotta e di una serialità di illeciti penalmente rilevanti.

  • art. 133, comma primo, c.p.

    La valutazione della particolare tenuità deve tenere conto delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; tale giudizio rientra nella discrezionalità del giudice di merito.

  • art. 131-bis c.p.

    Ai fini della tenuità del fatto non è necessaria la disamina di tutti gli elementi, ma è sufficiente indicare quelli ritenuti rilevanti, purché la motivazione non sia meramente stereotipata.

  • art. 625 c.p.?

    null

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il motivo si limita a riproporre senza specificità censure già formulate in appello e disattese dalla sentenza di merito, senza confrontarsi criticamente con la motivazione impugnata.
  • La deduzione del reato impossibile per inidoneità dell'azione deve confrontarsi con la concreta valutazione di merito sulla idoneità degli atti; in cassazione non è sufficiente una mera ripetizione delle doglianze già respinte.
  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. richiede una valutazione globale delle caratteristiche della condotta, del grado di colpevolezza e dell'offesa, secondo i criteri dell'art. 133 c.p., e può essere esclusa sulla base dell'abitualità del comportamento.
  • Ai fini dell'apprezzamento della serialità ostativa al riconoscimento dell'art. 131-bis c.p. possono rilevare anche condotte o reati successivi al fatto contestato, non essendo richiesta la previa esistenza di condanne come nella disciplina della recidiva.
  • La motivazione sull'esclusione dell'art. 131-bis c.p. è sufficiente se indica gli elementi ritenuti decisivi e consente di comprendere la ragione della decisione, senza necessità di esaminare analiticamente ogni possibile parametro.
  • L'apprezzamento sulla particolare tenuità del fatto, in quanto fondato sui criteri dell'art. 133 c.p., è rimesso al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo nei limiti della manifesta illogicità o mancanza di motivazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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