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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18509/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza di riparazione per ingiusta detenzione ex art. 314 cod. proc. pen. per il periodo 18/07/2014-20/05/2015 in regime di arresti domiciliari disposti dal Gip per i reati di cui all'art. 648-bis c.p. e art. 12-quinquies L. n. 356/1992, entrambi aggravati dall'art. 7 L. n. 203/1991. Il ricorrente deduceva violazione/erronea applicazione dell'art. 314, comma 2, cod. proc. pen. e carenza di motivazione secondo artt. 546 e 533, comma 2, cod. proc. pen., sostenendo inoltre che la Corte d'appello non avrebbe considerato che la misura cautelare era stata poi dichiarata illegittima e che gli era stata disposta la liberazione con obbligo di presentazione alla P.G.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio consolidato secondo cui, se la misura cautelare si fonda su più contestazioni e anche una sola di esse è autonomamente idonea a legittimare la compressione della libertà personale, il proscioglimento non di merito (es. per prescrizione) di altre contestazioni impedisce il sorgere del diritto alla riparazione, salvo che sussista una 'ingiustizia formale' o che la custodia cautelare abbia soverchiato la pena che in astratto sarebbe potuta essere inflitta per il reato che ha legittimato la misura. Nel caso, il ricorrente aveva beneficiato della prescrizione per uno dei reati e non aveva né rinunciato alla prescrizione né provato che la detenzione complessiva avesse ecceduto la pena astrattamente infliggibile; pertanto l'istanza di riparazione non era accoglibile. Rigetto del ricorso e condanna al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Condiziona l'accoglimento della domanda di riparazione all'assoluzione o al proscioglimento nel merito, ma la giurisprudenza interpreta che, quando la misura cautelare si fonda su più contestazioni, il proscioglimento non di merito per talune di esse non dà diritto alla riparazione se resta una contestazione che giustificava la misura, salvo ipotesi di 'ingiustizia formale' o di custodia soverchiante la pena astratta.

  • art. 156 cod. pen.

    Consente all'imputato di rinunciare alla prescrizione; la Corte sottolinea che chi intende ottenere riparazione avrebbe potuto rinunciare alla prescrizione per ottenere una pronuncia di proscioglimento nel merito utile alla domanda di indennizzo.

  • Corte Cost. n. 219/2008

    Dichiarata l'illegittimità costituzionale di parte dell'art. 314 CPT nella misura in cui subordinava sempre il diritto all'equa riparazione all'assoluzione o al proscioglimento nel merito; la Consulta ha però rimandato al legislatore la specificazione delle ipotesi e riconosciuto che la norma non è incompatibile con obblighi internazionali quando interpretata restrittivamente.

  • art. 648-bis c.p.

    Norma materiale contestata in fatto; rilevante perché la sua contestazione è stata considerata idonea, insieme ad altre, a legittimare la misura cautelare.

  • art. 12-quinquies L. n. 356/1992 e art. 7 L. n. 203/1991

    Norme relative alla seconda contestazione (reato e aggravante) indicate nella misura cautelare; la prescrizione intervenuta su detta contestazione ha determinato un proscioglimento non di merito che, secondo la Corte, non apre diritto alla riparazione in presenza di altre contestazioni valide.

  • Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) art. 9, par. 5

    Citato per il criterio internazionale di tutela della libertà personale; la Corte rileva che l'applicabilità internazionale non impone che la riparazione sia riconosciuta in ogni caso senza limiti rispetto ai titoli della detenzione.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) art. 5, § 5

    Riferimento al diritto a riparazione in caso di privazione illegittima della libertà; la Corte osserva che la norma nazionale va interpretata alla luce dei principi convenzionali, ma ciò non implica automatica riparabilità in tutti i casi di proscioglimento non di merito.

Massime di principio

  • Se la misura cautelare è motivata da più contestazioni, l'assoluzione o il proscioglimento non di merito per alcune di esse non garantisce automaticamente il diritto all'indennizzo se resta almeno una contestazione che giustificava legittimamente la misura.
  • Il proscioglimento per prescrizione è considerato un proscioglimento non di merito che, salvo che si dimostri 'ingiustizia formale' o che la custodia abbia soverchiato la pena astrattamente applicabile, non apre diritto alla riparazione.
  • Chi intende ottenere la riparazione deve valutare la possibilità di rinunciare alla prescrizione (art. 156 c.p.) per ottenere una pronuncia di proscioglimento nel merito, utile a fondare la domanda di indennizzo.
  • Per ottenere riparazione occorre dimostrare o che la misura era illegittima fin dall'origine (ingiustizia formale) oppure che la custodia cautelare complessiva ha ecceduto la pena che in astratto sarebbe stata inflitta per il reato che giustificava la misura.
  • Nelle impugnazioni in materia di riparazione è essenziale che il ricorrente svolga un'analisi avversativa specifica (non generica): indicare quale contestazione avrebbe legittimato la misura e perché essa non sussiste o perché la detenzione ha soverchiato la pena astratta, altrimenti il ricorso sarà probabilmente respinto.

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