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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22102/2022 del 07/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che aveva confermato le loro responsabilità per bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale (relativa al fallimento di Atlantis s.r.l.) in relazione al bonifico di 1.475.000,00 euro trasferito alla Stand Up s.r.l. e alla successiva dispersione di parte delle somme mediante assegni accreditati su conti esteri. Le censure riguardano: vizio di motivazione e errata qualificazione del ruolo del terzo (Ruta) come concorrente extraneus; violazione del divieto di bis in idem e valorizzazione di un giudicato parziale (conflitto con sentenza del Tribunale/Corte di Milano); omesso esame o travisamento di prove documentali e dichiarative (email, fideiussioni, testimonianze); errata applicazione della recidiva in capo a Mura; vizi nella determinazione della pena e delle pene accessorie; e contestazione della qualificazione del fatto come bancarotta documentale anziché mera simulazione contrattuale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei ricorsi per inammissibilità o manifesta infondatezza, confermando la valutazione di merito circa la sussistenza del reato e la responsabilità dei tre imputati. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alla recidiva di Pietro Mura: la declaratoria di estinzione conseguente al patteggiamento precedente esclude gli effetti penali ai fini della recidiva, pertanto la sentenza è annullata limitatamente al riconoscimento della recidiva nei confronti del Mura e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Cagliari per la riformulazione del trattamento sanzionatorio. Sono state condannate le parti ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a versare una somma alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'oggetto dei motivi in cassazione; la Corte ricorda i limiti di specificità e pertinenza dei motivi consentiti in questa sede

  • art. 81 cod. pen.

    Norma sulla continuazione: la Corte d'appello ha applicato un aumento di pena in continuazione per fatti riconducibili allo stesso autore

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Regola i motivi di cassazione per vizio di motivazione e travisamento della prova; la Corte richiama il limite del sindacato di legittimità sulla valutazione del merito e sull'interpretazione della prova

  • art. 445, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 445, comma 2, cod. proc. pen.

    Prevede l'estinzione del reato per il patteggiamento in determinate condizioni: la Corte rileva che tale declaratoria esclude gli effetti penali ai fini della recidiva

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla contestazione di bancarotta documentale: la Corte interpreta il riferimento alla "falsificazione" alla luce della mancata indicazione di inefficacia del negozio nelle scritture

  • art. 132 e art. 133 cod. pen.

    art. 132 e art. 133 cod. pen.

    Criteri generali per la determinazione della pena; la Corte riafferma la discrezionalità del giudice di merito nella graduazione delle pene

  • art. 37 cod. pen.

    Sul rapporto tra pena principale e pene accessorie: la Corte ricorda che la durata delle pene accessorie va determinata con i criteri di cui all'art. 133 e non deve essere automaticamente rapportata alla pena principale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese e il versamento alla Cassa delle ammende in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso; la Corte dispone tali condanne nei confronti dei ricorrenti

  • art. 649 cod. proc. pen. e art. 4 Protocollo n.7 CEDU

    art. 649 cod. proc. pen.; art. 4 Protocollo n. 7 CEDU

    Richiamati dai ricorrenti in tema di doppia conforme e doppio giudizio; la Corte richiama l'interpretazione giurisprudenziale secondo cui il divieto di bis in idem richiede identità della triade condotta-nesso-evento per produrre preclusione

Massime di principio

  • La responsabilità dell'extraneus nella bancarotta fraudolenta per distrazione si fonda sulla volontarietà del contributo alla condotta distrattiva e sulla consapevolezza del depauperamento patrimoniale: non è necessario che il terzo conosca il dissesto societario, purché sia evidente la rappresentazione che la sua azione contribuisce a ledere la garanzia dei creditori.
  • Il confronto con giudicati intervenuti in altri procedimenti (anche su fatti collegati) non impedisce automaticamente un nuovo giudizio: il divieto di bis in idem opera solo se vi sia identità concreta del fatto storico nella triade condotta-nesso causale-evento; diversità di soggetto attivo, oggetto o tempo può consentire giudizi diversi.
  • In cassazione la critica al merito probatorio è largamente inammissibile: la Corte di legittimità sindaca vizi di motivazione o travisamento della prova solo quando manchi la valutazione di elementi decisivi o vi sia ragionevole illogicità; non è consentita una semplice rivalutazione contradictoria della prova.
  • La declaratoria di estinzione del reato conseguente al patteggiamento, ove operante, esclude l'effetto recidiva per il reato estinto: gli effetti penali del patteggiamento si riflettono anche sul computo della recidiva.
  • La determinazione della pena (compresa la valutazione di aggravanti, attenuanti e pene accessorie) rientra nella discrezionalità del giudice di merito, nel rispetto dei criteri stabiliti dagli artt. 132 e 133 cod. pen.; il sindacato di legittimità è limitato e richiede che la motivazione sia logicamente congrua e non arbitraria.

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