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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32446/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Brescia del 3/11/2022. Alcide Rota ha denunciato l'errata esclusione del beneficio della sospensione condizionale della pena, sostenendo che il precedente per furto era ormai estinto (decreto penale divenuto definitivo il 17/7/2017) e quindi non poteva ostare al riconoscimento del beneficio né al giudizio prognostico positivo; ha chiesto annullamento della parte che ha negato la sospensione. Simone Rota ha censurato l'attribuzione nei suoi confronti della qualifica di amministratore di fatto delle società RCK S.r.l. e IMCO S.r.l., sostenendo la mancanza degli indici richiesti per tale qualificazione e che, quanto alla IMCO, l'amministratore di diritto fosse il padre (Alcide), il che renderebbe inverosimile una gestione concreta e continuativa da parte di Simone. Il Procuratore Generale ha chiesto l'inammissibilità del ricorso di Simone e l'annullamento limitato della sentenza per Alcide in relazione alla sospensione condizionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso di Alcide Rota fondato: ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di Alcide limitatamente alla statuizione relativa alla sospensione condizionale della pena e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia per nuovo esame sul punto (occorre che la corte di merito tenga conto dell'effetto estintivo del precedente per furto e valuti nuovamente il giudizio prognostico ex art.163 c.p.). La parte della sentenza concernente l'affermazione di responsabilità è dichiarata irrevocabile. Il ricorso di Simone Rota è stato dichiarato inammissibile per genericità e tentativo di riconsiderazione del merito: la Cassazione ha ritenuto congrua la motivazione della Corte d'appello circa la sua veste di amministratore di fatto e ha confermato la declaratoria di responsabilità; a carico di Simone è stata imposta la rifusione delle spese e il versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 10‑quater, d.lgs. n. 74/2000

    Norma che disciplina il reato contestato (illecito tributario connesso alle compensazioni illecite); la Corte ha confermato la responsabilità degli imputati sui capi ritenuti provati salvo la prescrizione per alcuni capi a carico di Simone

  • art. 163 cod. pen.

    Regola i presupposti per la concessione della sospensione condizionale della pena: la Corte ha richiamato l'obbligo di valutare il giudizio prognostico basandosi sui precedenti effettivi dell'imputato e su tutti gli elementi utili; la pronuncia di merito dovrà riconsiderare il giudizio prognostico tenendo conto dell'effetto estintivo del precedente per furto

  • art. 460, comma 5, cod. proc. pen.

    "l'estinzione del reato e di ogni altro effetto penale della condanna"

    La Cassazione ha ritenuto che il decreto penale definitivo per furto produca, ai sensi di questa disposizione, l'estinzione del reato e l'inefficacia degli effetti penali trascorsi i termini previsti; tale effetto estintivo non può essere usato come ostacolo automatico alla concessione della sospensione condizionale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per le conseguenze della declaratoria di inammissibilità del ricorso: la statuizione comporta l'onere delle spese processuali e il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende, quantificata dalla Corte in euro 3.000,00 per Simone

  • d.lgs. n. 150/2022

    Richiamato incidentalmente: la Corte osserva che l'adempimento consistente nel pagamento della pena pecuniaria e la relativa efficacia modificativa sono stati introdotti da tale decreto dopo i fatti, quindi non incidono sull'effetto estintivo già verificatosi

Massime di principio

  • Un precedente penale che sia estinto in forza dell'art. 460, comma 5, c.p.p. non può essere automaticamente utilizzato per escludere la sospensione condizionale della pena; il giudice di merito deve valutare i precedenti effettivi al momento della decisione e gli effetti estintivi intervenuti
  • In presenza di un precedente estinto, il giudizio prognostico ex art.163 c.p. va formulato tenendo conto dell'inesistenza di effetti penali derivanti da quel precedente; il rifiuto della sospensione basato su un precedente estinto costituisce errore di diritto e comporta rinvio per nuovo esame
  • La qualificazione di "amministratore di fatto" si fonda su indici concreti (es. gestione continuativa, riferimento unico per la società, assunzioni del personale, presenza costante nella sede, trattative condotte personalmente): le valutazioni di fatto dei giudici di merito motivate in modo coerente non sono sindacabili in cassazione salvo manifesta illogicità
  • Un ricorso per cassazione che si limiti a rilanciare una diversa interpretazione delle risultanze probatorie senza censure specifiche sulla motivazione è frequentemente dichiarato inammissibile o manifestamente infondato perché equivale a una rinnovata valutazione del merito
  • Se la Corte di appello o il giudice di merito omette di considerare effetti estintivi o altri fatti giuridici rilevanti, la Cassazione può annullare limitatamente alla questione giuridica e rinviare per nuovo esame sul punto, senza rimettere in discussione le valutazioni probatorie correttamente motivate

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