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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4741/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione per saltum deducente il difetto di correlazione fra la richiesta di applicazione della pena (istanza ex art. 448, comma 2-bis c.p.p.) e la sentenza: le parti avevano concordato l'applicazione di mesi 8 di reclusione subordinata alla sostituzione con 480 ore di lavoro di pubblica utilità (art. 20-bis c.p.), ma il giudice ha omesso di pronunciarsi sulla pena sostitutiva e ha applicato solo la pena detentiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per difetto di correlazione fra istanza di patteggiamento comprensiva di pena sostitutiva e pronuncia del giudice. Ha trasmesso gli atti al Tribunale di Milano per il prosieguo, con indicazione che il giudice dovrà valutare l'istanza nella sua globalità (pena principale e pena sostitutiva) e, se ravvisi l'inapplicabilità della sostituzione, rigettare l'intera richiesta pattuita.

Norme richiamate

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    La richiesta di applicazione della pena in sede di patteggiamento, se subordinata alla concessione di una pena sostitutiva, deve essere valutata dal giudice congiuntamente; l'omessa statuizione sulla parte sostitutiva determina il vizio di correlazione e l'annullamento.

  • art. 20-bis, cod. pen.

    Disciplina delle sanzioni sostitutive (lavoro di pubblica utilità); la sanzione sostitutiva ha natura accessoria rispetto alla pena detentiva e la sua applicazione va prevista e motivata nel dispositivo.

  • legge n. 103/2017

    Modifica che ha reso pertinente la materia della mancata valutazione della richiesta di pena sostitutiva nell'ambito dell'art. 448 c.p.p., contribuendo alla configurazione del vizio di correlazione.

  • d.lgs. n. 150/2022

    Ha trasferito e riordinato nella codificazione penale le sanzioni sostitutive previste in precedenza dalla legge n. 689/1981, incidendo sull'assetto normativo dell'art. 20-bis c.p.

  • legge n. 689/1981, art. 66

    Prevede che la mancata esecuzione o la violazione di una sanzione sostitutiva comporti il recupero o la conversione nella pena detentiva originaria; conferma il carattere accessorio e sostitutivo della misura.

  • art. 216, ultimo comma, legge fallimentare

    Norma richiamata nella sentenza impugnata concernente sanzioni accessorie applicate per reati fallimentari; richiede statuizioni sulle sanzioni accessorie collegate alla pena principale.

Massime di principio

  • La richiesta di patteggiamento che includa una pena sostitutiva (es. lavoro di pubblica utilità) è da considerarsi congiunta e unitaria con la richiesta della pena principale: il giudice deve valutare entrambe le componenti insieme.
  • Se il giudice ritiene inapplicabile la pena sostitutiva deve rigettare l'intera istanza di patteggiamento; non è ammesso scindere il patto e applicare solo la pena detentiva concordata.
  • L'omessa pronuncia del giudice sulla pena sostitutiva determina vizio di correlazione e può giustificare l'annullamento della sentenza in Cassazione.
  • In sede di formulazione dell'accordo difensivo è opportuno specificare con precisione la durata/quantificazione della pena sostitutiva e le condizioni di applicabilità, affinché il giudice possa verificare immediatamente l'ammissibilità.
  • Il dispositivo della sentenza deve indicare esplicitamente sia la pena sostituita che la pena sostitutiva e, se previste, le modalità di esecuzione; in mancanza, la decisione è vulnerabile.
  • Per il difensore: sollecitare in udienza che il giudice si pronunci espressamente sulla richiesta di sostituzione; per il giudice: motivare in modo espresso l'accoglimento o il rigetto della parte sostitutiva.

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