Cassazione Penale, Sentenza n. 35137/2025 del 28/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato il ricorso avverso il decreto di sequestro probatorio disposto dal P.M. sugli orologi Rolex e su somme di denaro rinvenute a seguito di perquisizione personale e domiciliare. La difesa censurava l'applicazione dell'art. 648 c.p. (ricettazione) per assenza di individuazione del delitto presupposto, l'inversione dell'onere della prova (richiedendo all'indagato la giustificazione del possesso) e la mancanza/illogicità della motivazione, nonché l'omessa valutazione delle prove documentali prodotte a favore della legittima provenienza del compendio sequestrato.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia motivato correttamente il mantenimento del sequestro probatorio, avendo rilevato gravi indizi di partecipazione del ricorrente a una rapina aggravata commessa in concorso (coincidenza temporale, corrispondenza dell'ammontare del denaro rinvenuto con la refurtiva, rinvenimento di scooter e altri oggetti pertinenti alla rapina nell'abitazione). Anche le modalità di occultamento/tentativo di sottrarsi al controllo e la presenza di più orologi di pregio giustificano il fumus di ricettazione e la necessità degli accertamenti. Sono state ritenute infondate le prove documentali offerte dalla difesa (scontrini, scritture) per carenza di autenticità e collegamento certo con gli acquisti. Conseguentemente dichiarata l'inammissibilità del ricorso; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
La norma è stata applicata per contestare la ricettazione degli orologi e, in prospettiva, del denaro; il giudice ha ritenuto che il fumus di ricettazione sussista alla luce della relazione fra gli oggetti rinvenuti e il fatto di rapina, giustificando il sequestro probatorio per esigenze istruttorie
Riferimento al reato di rapina (aggravata), considerato il delitto principale collegato agli oggetti/somme sequestrate e fondamento fattuale per ritenere i proventi riconducibili al delitto
Viene richiamata la partecipazione in concorso ai reati contestati (rapina), elemento fattuale utile a ricostruire la responsabilità collettiva e la provenienza degli oggetti
Norma applicata per la condanna alle spese processuali e per la comminazione dell'ammenda (euro 3.000) in caso di ricorso inammissibile
Massime di principio
- Il sequestro probatorio è giustificato quando sussistono gravi indizi di reato e necessita la conservazione degli oggetti per accertamenti: rilevano la contiguità temporale rispetto al fatto, la corrispondenza dell'ammontare della somma con la refurtiva e la presenza di oggetti pertinenti al reato nel medesimo luogo
- La semplice mancanza di documenti idonei a dimostrare in modo certo la provenienza lecita non impone l'immediata restituzione: i documenti prodotti dalla difesa devono essere autentici, specifici e direttamente collegabili all'acquisto o alla provenienza degli oggetti
- L'onere della prova della provenienza lecita non si trasferisce automaticamente sull'indagato in senso assoluto, ma la sua incapacità di produrre prove credibili e documentate può legittimare la conservazione del vincolo cautelare quando sussistono indizi contrari
- Comportamenti del sospettato al momento del controllo (es. tentativo di eludere il controllo, occultamento, trasporto di oggetti in modo sospetto) costituiscono elementi valutabili sul piano del fumus delicti
- In sede di impugnazione la cassazione è limitata ai profili di diritto: le valutazioni di fatto e di prova adeguatamente motivate dal giudice di merito sono difficilmente correggibili e possono rendere il ricorso inammissibile se non prospettano un vizio giuridico rilevante
- Per difendersi efficacemente contro sequestri probatori, è essenziale produrre immediatamente prove documentali solide, autenticate e con chiaro nesso causale tra il documento e il bene (es. fatture intestate, bonifici corrispondenti, garanzie di autenticità) e, quando possibile, testimonianze o altri elementi che spieghino la provenienza lecita
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