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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30027/2024 del 22/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la conferma della condanna (art. 391-ter c.p.) pronunciata dal Tribunale di Benevento e poi ribadita dalla Corte d'appello di Napoli. Il difensore ha denunciato la violazione di legge (artt. 178 c.p.p. e 598-bis c.p.p.) per presunta nullità/omissione: in particolare sostiene che le conclusioni difensive inviate via PEC il 1° marzo 2024, con cui era stato richiesto l'applicazione di pene sostitutive in luogo della pena detentiva, non risultano né motivate né riportate nel verbale e nel fascicolo di causa e che la sentenza afferma invece che la pena sostitutiva "non è stata richiesta", con conseguente mancato esame dell'istanza difensiva

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che la sentenza impugnata aveva effettivamente preso in considerazione le conclusioni difensive (come risulta in epigrafe e nella parte motiva). Inoltre la Corte ha ritenuto che il difensore, pur avendo chiesto pene sostitutive nelle conclusioni per l'udienza camerale, non aveva formulato in appello la richiesta adeguata e che, secondo la giurisprudenza e l'art. 545‑bis c.p.p., l'applicazione di pene sostitutive richiede il consenso dell'imputato al momento della lettura del dispositivo (consenso personale o tramite procuratore speciale) senza possibilità di rinvio; dunque la Corte d'appello ha motivatamente rifiutato l'applicazione delle pene sostitutive. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 391-ter cod. pen.

    Norma del codice penale che definisce il reato per cui è stato condannato l'imputato; usata quale fatto tipico alla base della condanna confermata

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Riferito dalla difesa in relazione alla formalità degli atti trasmessi e all'irregolarità/assenza nel fascicolo; la Corte non ha ritenuto sussistere la nullità denunciata

  • art. 598-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura sulla mancata menzione delle conclusioni difensive nel verbale/fascicolo; la Corte ha ritenuto che le conclusioni erano invece conosciute e valutate

  • art. 95 d.lgs. n. 150/2022

    Richiamato per collocare temporalmente l'appello (norme sul rito/applicazione procedurale); la Corte osserva che l'appello era stato proposto nella vigenza di tale normativa

  • art. 53 L. n. 689/1981

    Indica le pene sostitutive previste per pene detentive brevi; la difesa aveva chiesto l'applicazione di una di tali pene in luogo della detenzione

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Interpretata come norma che richiede il consenso dell'imputato (personale o tramite procuratore speciale) all'applicazione delle pene sostitutive al momento della lettura del dispositivo, senza possibilità di rinvio; la Corte ha applicato questo principio per escludere la sostituzione della pena laddove il consenso non risultava formulato nel momento richiesto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna alle spese processuali in caso di ricorso inammissibile; applicata per condannare il ricorrente alle spese

  • art. 27, comma 3 Cost.

    Richiamato a fondamento del principio di individualizzazione della pena: la norma è usata per sottolineare l'esigenza che le parti contribuiscano alla valutazione della sanzione più adeguata

Massime di principio

  • Per ottenere l'applicazione di pene sostitutive è necessario che la richiesta sia formulata in modo tempestivo e con il consenso dell'imputato al momento della lettura del dispositivo; la mera presentazione di conclusioni scritte antecedenti all'udienza camerale può non essere sufficiente se non si realizza il consenso richiesto
  • In sede di appello è preferibile che la richiesta di pena sostitutiva sia espressamente formulata nell'atto di impugnazione o comunque in udienza in forma tale da consentire all'imputato di manifestare il proprio consenso al dispositivo, anche tramite procuratore speciale
  • Se la difesa contesta l'assenza di atti nel fascicolo, è opportuno conservare e poter documentare la trasmissione (PEC, ricevute, comprovanti) e far annotare l'atto in udienza; tuttavia la Corte di legittimità dà rilievo anche alla motivazione dell'impugnata che attesti l'esame delle conclusioni
  • La mancata formulazione del consenso dell'imputato al momento richiesto può rendere improcedibile la concessione di pene sostitutive, con conseguente rischio di inammissibilità del ricorso se fondato solo su tale omissione
  • Quando si contesta l'omesso esame di una istanza difensiva, è necessario dimostrare in modo chiaro che l'atto non è stato posto all'attenzione del giudice; la presenza nella motivazione della sentenza di un riferimento alle conclusioni ostacola la prospettazione di nullità per omessa considerazione

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