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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03151/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha ridotto la pena irrogata all'imputato a mesi quattro di reclusione ed euro 540,00 di multa per un reato in materia di stupefacenti. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione, deducendo un unico motivo di violazione di legge e vizio di motivazione per l'omessa concessione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, sostenendo che ne ricorressero i presupposti applicativi.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto non deducibile in sede di legittimità il motivo formulato, osservando che l'art. 131-bis c.p. richiede congiuntamente la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento, valutate alla luce degli indici delle modalità della condotta e dell'esiguità del danno o del pericolo, secondo i criteri dell'art. 133, comma 1, c.p. Ha quindi valorizzato il fatto che la sentenza impugnata avesse correttamente evidenziato elementi ostativi alla configurabilità della causa di non punibilità. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Disposizione incriminatrice relativa al fatto per cui l'imputato era stato condannato in primo e secondo grado; il testo non specifica ulteriormente la condotta concreta oltre il richiamo alla fattispecie di lieve entità in materia di stupefacenti.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede congiuntamente particolare tenuità dell'offesa e non abitualità del comportamento; non può essere riconosciuta se gli indici valutativi non consentono di ritenere integrati entrambi i requisiti.

  • art. 133, primo comma, c.p.

    I criteri relativi alle modalità della condotta, all'esiguità del danno o del pericolo e più in generale alla gravità del fatto sono i parametri da utilizzare per valutare la particolare tenuità dell'offesa.

  • Corte cost. sent. n. 186/2000

    Richiamata per affermare che, in caso di inammissibilità del ricorso, segue la condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende, salvo ragioni di esonero non ravvisate nel caso concreto.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto presuppone cumulativamente la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento; la mancanza di uno solo dei due requisiti esclude l'applicazione dell'istituto.
  • La valutazione della particolare tenuità deve essere compiuta sulla base degli indici delle modalità della condotta e dell'esiguità del danno o del pericolo, secondo i criteri di cui all'art. 133, comma 1, c.p.
  • In sede di legittimità non è deducibile una censura che si risolva nel sollecitare una diversa valutazione di merito degli elementi già esaminati dal giudice territoriale, quando la motivazione impugnata abbia dato conto degli indici rilevanti per escludere l'art. 131-bis c.p.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta, salvo ragioni di esonero, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCause di non punibilità
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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