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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25999/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione contro la valutazione dell'assenza di continuazione tra due furti in abitazione commessi il 30/10/2022 e l'11/11/2022. Il ricorrente ha contestato l'erronea applicazione della legge penale ex art. 81 c.p. (art. 606 comma 1 lett. b) c.p.p.) e la carenza di motivazione (art. 606 comma 1 lett. e) c.p.p.), deducendo che la breve distanza temporale (12 giorni), le modalità analoghe (appostamento, forzatura delle serrature) e l'uso di strumenti simili indicavano un unico disegno criminoso e quindi la sussistenza del reato continuato.

La decisione

Il ricorso è stato respinto come infondato. La Corte ha confermato che per riconoscere il reato continuato è necessario provare l'esistenza di un disegno criminoso originario e antecedente agli eventi, valutato al momento ideativo più che a quello esecutivo. Sono indicati come rilevanti elementi quali omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità e prova che i reati successivi fossero programmati almeno nelle linee essenziali. La sola analogia delle modalità o la vicinanza temporale non basta; la Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia adeguatamente motivato l'assenza di preordinazione e che gli elementi addotti dal ricorrente non siano sufficienti a mutare quella valutazione. Condanna del ricorrente alle spese.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen. (comma 2)

    art. 81, comma 2, cod. pen.

    La continuazione ricorre solo se esiste un medesimo disegno criminoso originario e precedente agli eventi. Il requisito rilevante è la programmazione ideativa di una pluralità di reati, non la mera propensione a delinquere.

  • art. 606 comma 1 lett. b) c.p.p.

    art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Permette il ricorso per errata applicazione della legge penale; qui usato per contestare l'interpretazione/impiego dell'art. 81 c.p.

  • art. 606 comma 1 lett. e) c.p.p.

    art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Consente il ricorso per carenza di motivazione; il vizio è stato ritenuto non sussistente perché la motivazione della Corte di appello è risultata chiara e logica.

  • Sez. 1, n. 15955 del 08/01/2016 (Eloumari)

    Sez. 1, n. 15955 del 08/01/2016, Eloumari

    Distinzione tra progetto criminoso specifico e generica propensione alla delinquenza; la continuazione richiede la prima.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)

    Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo

    Elenca i concreti indicatori della continuazione (omogeneità, contiguità spazio-temporale, modalità di condotta, sistematicità, programmazione delle successive azioni) e sottolinea la necessità che i reati successivi fossero previsti almeno nelle linee essenziali.

  • Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010 (Bonasera)

    Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010, Bonasera

    Richiama l'impossibilità di confondere il movente generico (es. bisogno economico) con il fine specifico che caratterizza una programmazione unitaria di reati.

Massime di principio

  • Per qualificare più fatti come reato continuato è necessario provare un disegno criminoso originario antecedente alla commissione dei fatti, non basta la mera ripetizione di reati dello stesso tipo.
  • Indicatori utili: omogeneità delle violazioni, identità del bene giuridico tutelato, contiguità spazio-temporale, analogia nelle modalità esecutive, sistematicità e prova che i reati successivi fossero almeno preventivamente considerati.
  • La vicinanza temporale è un elemento rilevante ma non decisivo; una distanza significativa riduce la probabilità di riconoscere la continuazione, salvo chiari elementi di programmazione.
  • La sola somiglianza degli strumenti o delle modalità e un movente generico (ad es. necessità economica) non sono sufficienti a dimostrare la preordinazione.
  • La valutazione spetta al giudice di merito: il ricorrente deve fornire elementi nuovi o evidenziare carenze logiche nella motivazione per ottenere il riesame in sede superiore.
  • Per la difesa è strategico evidenziare elementi di estemporaneità, la partecipazione di soggetti diversi senza collegamenti probatori, e l'assenza di pianificazione antecedente al primo episodio.
  • Per l'accusa è opportuno documentare contatti, pianificazioni, prove materiali che connettano le azioni e dimostrino che le successive erano previste già al momento del primo reato.

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