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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25908/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Siracusa che l'aveva condannata per aver realizzato opere non autorizzate entro i trenta metri dal demanio marittimo (artt. 1161 e 55 cod. nav.). Il ricorso articolava tre nuclei di doglianza sul primo motivo: (1) censura di illogicità della motivazione perché le opere sarebbero preesistenti all'acquisto del fondo; (2) inutilizzabilità delle fotografie acquisite perché ottenute da violazione di domicilio; (3) estinzione del reato per prescrizione essendo le opere state realizzate anteriormente al 2006. Con il secondo motivo si deduceva la violazione dell'art. 131-bis cod. pen. per mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, in ragione della presunta natura permanente del reato e della pluralità dei comportamenti. Con il terzo motivo si denunciava l'omessa motivazione sul calcolo della pena e la mancata applicazione massima delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i motivi formulati in modo generico e/o non specifico: (i) sul primo profilo la motivazione del Tribunale è stata giudicata logica e suffragata dagli accertamenti (l'esistenza di lavori in corso, fatture recenti e difformità nelle fotografie), e la ricorrente non ha fornito elementi per smentire tali affermazioni; (ii) le fotografie non sono state ritenute frutto provato di violazione di domicilio e, comunque, non decisive, essendo l'ispezione sufficiente a dimostrare i fatti; (iii) il reato previsto dagli artt. 55 e 1161 cod. nav. è di natura permanente e cessa con demolizione o ottenimento dell'autorizzazione; le opere risultavano ancora in costruzione al momento dell'accertamento, per cui la prescrizione non opera. Quanto all'art. 131-bis, la Corte ha rilevato che il Tribunale ha valutato la permanenza degli effetti, l'ampiezza dell'abuso e l'inerzia della ricorrente come elementi di gravità che legittimano l'esclusione della particolare tenuità. Sulla determinazione della pena, la Corte ha ritenuto che la scelta della pena pecuniaria (€400,00) sia congrua e motivata con riferimento ai criteri di cui all'art. 133 cod. pen. In conseguenza il ricorso è dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata alle spese processuali e al versamento di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • artt. 1161 e 55 cod. nav.

    Il reato di esecuzione di opere senza autorizzazione entro la fascia di rispetto demaniale (30 m) è qualificato come reato permanente e cessa solo con la demolizione dell'opera o il conseguimento dell'autorizzazione richiesta; la permanenza integra elemento di gravità ai fini della responsabilità e della valutazione sanzionatoria.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La corte ha ritenuto che la sola natura permanente del reato non impedisce automaticamente l'applicazione della particolare tenuità, ma nel caso concreto ha considerato la permanenza degli effetti, l'ampiezza dell'abuso e l'inerzia dell'imputata quali elementi idonei a escluderla.

  • art. 133 cod. pen.

    I criteri per il giudizio di proporzione della pena (tenuità del fatto, personalità del colpevole, modalità, tempo, luogo, scopo, conseguenze) sono stati applicati dal giudice di merito rilevando la permanenza del reato, la consistenza e il numero delle opere e il comportamento inerte della ricorrente nel mancato ripristino dello stato dei luoghi.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di inammissibilità del ricorso non proposta in 'colpa' ai sensi della giurisprudenza costituzionale, la parte soccombente è tenuta alle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende; la Corte ha fissato equitativamente la somma in €3.000,00.

  • Sentenza Corte cost. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per stabilire che, non essendovi colpa nella proposizione del ricorso, la declaratoria di inammissibilità comporta l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende.

  • Giurisprudenza (Sez. 3, n. 36605 del 15/02/2017, Rv. 270730 - 01)

    Citata a sostegno del principio che il reato relativo alle opere nella fascia di rispetto demaniale ha natura permanente e cessa solo con demolizione o autorizzazione.

Massime di principio

  • Il reato di esecuzione di opere senza autorizzazione entro la fascia di rispetto demaniale (entro 30 m) è generalmente qualificato come reato permanente: la prescrizione decorre solo se l'opera viene demolita o si ottiene la regolarizzazione/ autorizzazione.
  • Prove fotografiche scattate in aree private non sono automaticamente inutilizzabili per violazione di domicilio: chi le contesta deve fornire elementi probatori concreti per dimostrare la illegittima acquisizione; in ogni caso l'ispezione giudiziaria può conferire prova indipendente e decisiva.
  • La natura 'permanente' del fatto non è, di per sé, sufficiente a escludere sempre l'applicazione dell'art. 131-bis; tuttavia, la permanenza degli effetti del reato, l'ampiezza dell'abuso, la durata e l'inerzia dell'agente (soprattutto se si è avvantaggiato dell'opera) sono elementi che il giudice può legittimamente considerare per escludere la particolare tenuità.
  • In sede di impugnazione in Cassazione è necessario formulare censure specifiche, articolate e suffragate da elementi probatori: censure generiche, ipotetiche o semplicemente assertive sono dichiarate inammissibili.
  • Per ottenere un trattamento favorevole (es. applicazione dell'art. 131-bis o attenuanti maggiori) in casi di abusi edilizi conviene documentare concretamente: dimensioni esigue delle opere, temporaneità e immediata rimozione o regolarizzazione, assenza di vantaggio economico e collaborazione con l'autorità.
  • La determinazione della pena terrà conto in specie dei criteri di cui all'art. 133 c.p.: permanenza dell'effetto, consistenza e numero delle opere, durata dell'offesa e comportamento della parte (remedial action o inerzia).

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