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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10492/2023 del 19/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

La controversia

La lite origina da una controversia su un compendio immobiliare denominato Casabianca di Gallico. In un primo giudizio possessorio, la società resistente aveva ottenuto la reintegra nel possesso dell'intero compendio sulla base dell'accertato possesso esercitato dal 1990. Successivamente i ricorrenti hanno promosso un giudizio petitorio per ottenere l'accertamento del loro diritto di proprietà e la restituzione del bene; la società ha resistito chiedendo, in via riconvenzionale, l'accertamento dell'usucapione della proprietà in proprio favore e il risarcimento dei danni. Il Tribunale aveva dichiarato improponibile la domanda petitoria per la pendenza del giudizio possessorio, rigettato la riconvenzionale di usucapione e accolto la restituzione del bene. La Corte d'appello, richiamando la precedente sentenza possessoria passata in giudicato, ha invece riformato la decisione dichiarando l'acquisto per usucapione in favore della società e condannando i ricorrenti alla restituzione. Nel ricorso per cassazione i proprietari hanno dedotto, con il primo motivo, violazione dell'art. 2909 c.c. per avere la Corte territoriale esteso indebitamente il giudicato possessorio al giudizio petitorio; con il secondo motivo hanno censurato la regolazione delle spese ex art. 92 c.p.c. La controricorrente ha proposto ricorso incidentale con tre motivi, relativi al rigetto del danno, alle spese e, in via condizionata, alla restituzione del bene.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso principale, ritenendo errato il richiamo al giudicato formatosi nel giudizio possessorio per fondare l'accertamento dell'usucapione nel giudizio petitorio. Ha affermato che il giudicato possesssorio non spiega efficacia nel successivo giudizio volto all'accertamento dell'acquisto della proprietà per usucapione, perché nel possessorio si tutela una situazione di fatto e non si accertano i requisiti del possesso utile ad usucapire. Di conseguenza sono stati dichiarati assorbiti il secondo motivo del ricorso principale e l'intero ricorso incidentale. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Firenze in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità, affinché riesamini la controversia attenendosi al principio di diritto indicato.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato formatosi sulla domanda possessoria non può essere esteso al giudizio petitorio volto ad accertare l'usucapione, perché i due giudizi hanno oggetto e presupposti diversi.

  • art. 92 c.p.c.

    La censura sulle spese è rimasta assorbita per effetto dell'accoglimento del primo motivo.

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    È stato il parametro processuale invocato per denunciare la violazione di legge in cassazione.

Massime di principio

  • Il giudicato formatosi in un giudizio possessorio non può essere automaticamente trasposto in un successivo giudizio petitorio per l'accertamento dell'usucapione, poiché il primo tutela una situazione di fatto e non accerta la titolarità del diritto reale.
  • Ai fini dell'usucapione occorre l'accertamento di un possesso utile a usucapire, con requisiti che non coincidono necessariamente con quelli rilevanti nel giudizio possessorio.
  • Quando il motivo che investe la statuizione principale viene accolto, restano assorbite le censure che dipendono logicamente da essa, comprese quelle sulle spese e quelle proposte con ricorso incidentale condizionato.

Come è indicizzato

MateriePossessoProveImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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