Cassazione Penale, Sentenza n. 25797/2022 del 05/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Tribunale di Agrigento aveva declinato la propria competenza su un'istanza di autorizzazione ad allontanarsi dal comune di soggiorno presentata da Pino Gambino (sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno), trasmettendo gli atti al Tribunale di Milano in quanto il soggetto si era trasferito a Rho. Il Tribunale di Milano ha quindi sollevato conflitto negativo di competenza (artt. 28 e 30 c.p.p.), sostenendo che la competenza debba essere individuata in base al luogo in cui si sono manifestate le manifestazioni di pericolosità al momento della proposta della misura (ossia il Tribunale di Agrigento). La Procura generale ha chiesto che la competenza sia riconosciuta al Tribunale di Agrigento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la competenza del Tribunale di Agrigento, ritenendo che l'art. 12, comma 2, d.lgs. n. 159/2011 (che attribuisce la decisione al presidente del "tribunale" competente ai sensi dell'art. 5) debba essere interpretato richiamando l'art. 5 in riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della richiesta della misura di prevenzione. Ne consegue che, salvo i casi in cui la misura sia stata disposta da un diverso ufficio (es. Corte d'appello), la competenza per il rilascio dell'autorizzazione temporanea rimane al tribunale che ha applicato la misura (quello che dispone l'istruttoria e detiene il fascicolo), anche se il soggetto si è successivamente trasferito. La Corte ha motivato la scelta con ragioni testuali e sistematiche (collegamento normativo, migliore conoscenza del fascicolo e necessità di evitare la frammentazione dei procedimenti).
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 12, comma 2
deve essere proposta al presidente del tribunale competente ai sensi dell'articolo 5
La norma assegna al presidente del tribunale la competenza per il rilascio dell'autorizzazione temporanea e, per richiamo all'art. 5, comporta un'attribuzione territoriale che va interpretata tenendo conto della situazione fattuale al momento della richiesta della misura di prevenzione
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 5
Articolo richiamato dall'art. 12 per individuare la competenza territoriale; la Corte interpreta il richiamo come riferito alla situazione al momento della domanda di applicazione della misura (luogo in cui si sono manifestate le manifestazioni di pericolosità)
codice di procedura penale, artt. 28 e 30
Norme che disciplinano il conflitto di competenza e sono state utilizzate per la proposizione del conflitto negativo tra Tribunali
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 11
La Corte ha escluso che la richiesta di autorizzazione temporanea debba essere considerata quale modifica della misura ai sensi dell'art. 11, confermando che si tratta di un'istanza autonoma disciplinata dall'art. 12
Massime di principio
- La competenza per autorizzazioni temporanee ex art. 12, comma 2, d.lgs. n. 159/2011 segue il richiamo all'art. 5 e va generalmente intesa in base alla situazione fattuale al momento della richiesta originaria della misura: prevale il tribunale che ha applicato la misura.
- Il trasferimento successivo della dimora del soggetto non muta, di per sé, la competenza territoriale per il rilascio dell'autorizzazione temporanea: la competenza resta presso l'ufficio che ha disposto la misura, salvo diversità espressa dalla legge.
- Motivazioni pratiche (maggior conoscenza del fascicolo, istruttoria sulla pericolosità, segnalazioni successive) giustificano l'assegnazione della competenza al tribunale che ha originariamente applicato la misura per evitare frammentazione e duplicazione di valutazioni.
- Nei casi particolari in cui la misura sia stata disposta da un organo diverso (es. Corte d'appello), possono sorgere anomalie competenziali per effetto della lettera della norma; occorre allora verificare le soluzioni processuali e la giurisprudenza prevalente.
- In caso di dubbio o conflitto tra uffici, la soluzione tende a privilegiare la continuità del fascicolo e l'ufficio che ha effettuato l'istruttoria; pertanto è consigliabile trasmettere gli atti all'ufficio che ha applicato la misura o sollevare il conflitto per chiarire la competenza.
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