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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43958/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 30/05/2022 con cui il Tribunale di Salerno, accogliendo l'appello del pubblico ministero, aveva ripristinato la misura degli arresti domiciliari per il reato di associazione a delinquere (art. 416 c.p.). I motivi dedotti erano: 1) l'appello del pubblico ministero sarebbe stato inammissibile per difetto di specificità; 2) mancherebbero le esigenze cautelari attuali e concrete, considerato il consistente intervallo di tempo dai fatti (conversazioni del 2016 e contestazione fino al 2019), il trasferimento all'estero per attività lecita e l'assenza di elementi concreti a sostegno del pericolo di reiterazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato, confermando l'ammissibilità dell'appello del pubblico ministero. Ha invece accolto il secondo motivo: l'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Salerno perché la motivazione sul punto era carente. La Corte ha rilevato che, esclusa l'aggravante originariamente ritenuta, il giudice d'appello avrebbe dovuto valutare adeguatamente il tempo trascorso, gli elementi aggiuntivi prodotti dalla difesa (assenza di fatti penalmente rilevanti nel periodo successivo, trasferimento all'estero per lavoro) e ogni altra circostanza concreta utile a verificare l'attualità e la concretezza del pericolo di reiterazione. Pertanto il provvedimento è annullato e rinviato per nuovo esame; non è stata disposta la riforma favorevole definitiva ma è stata imposta una nuova motivazione da parte del giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Riferimento al reato di associazione a delinquere; la valutazione della misura cautelare deve tenere conto dell'attualità e concretezza del pericolo di reiterazione con specifica motivazione.

  • art. 416 bis.1 cod. pen.

    Citata in relazione alla circostanza aggravante: l'esclusione di tale aggravante incide sulla valutazione della gravità e delle esigenze cautelari.

  • art. 4 L. 401/89

    Richiamata come fattispecie contestata in correlazione con l'associazione delittuosa; la presenza di più fattispecie aggravate influenza l'assetto valutativo delle esigenze cautelari.

  • artt. 591 lett. c) e 581 lett. d) cod. proc. pen.

    Richiamati con riguardo all'ammissibilità dell'appello del pubblico ministero: la Corte ha ritenuto che, pur con riferimenti alle decisioni precedenti, l'atto di impugnazione conteneva elementi sufficienti di critica e specificità per essere ammissibile.

Massime di principio

  • L'ammissibilità dell'appello del pubblico ministero non è automaticamente esclusa solo perché l'atto richiama precedenti provvedimenti; è però necessario che l'atto evidenzi specifici elementi di critica alle conclusioni del giudice impugnato.
  • L'apprezzamento delle esigenze cautelari deve considerare l'attualità e la concretezza del pericolo di reiterazione: il tempo trascorso dai fatti e la condotta successiva dell'indagato sono elementi decisivi e devono essere esaminati e motivati espressamente.
  • L'esclusione di circostanze aggravanti originariamente ritenute può incidere in modo significativo sulla sussistenza della misura cautelare e richiede una riconsiderazione motivata del pericolo di reiterazione.
  • La mera deduzione congetturale (es. trasferimento all'estero o attività lavorativa ritenuti di per sé indizi di pericolosità) non è sufficiente: occorrono elementi concreti, specifici e attuali che giustifichino la restrizione della libertà.
  • In caso di carenza motivazionale sull'attualità delle esigenze cautelari, la decisione può essere annullata con rinvio affinché il giudice di merito riconsideri la misura alla luce degli elementi temporali e fattuali emersi dopo l'adozione della misura originaria.

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