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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1800/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava violazione dell'art. 624-bis c.p. e vizio di motivazione nella qualificazione del fatto come "furto in abitazione": si contestava l'assenza della prova del nesso finalistico tra l'ingresso nella dimora e l'impossessamento della cosa mobile, necessario per la configurazione del reato secondo la fattispecie aggravata

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che per l'art. 624-bis c.p. è necessario il nesso finalistico tra introduzione e impossessamento; non essendo questo dimostrato, ha riqualificato il fatto in furto semplice aggravato dagli artt. 624 e 61 nn. 5 e 11 c.p. Ha quindi constatato che il reato si era estinto per prescrizione il 3/01/2013 (prima della sentenza di primo grado) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, revocando le statuizioni civili

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Per la configurabilità del furto in abitazione è necessario un nesso finalistico tra l'ingresso nell'abitazione e l'impossessamento; la novella del 2001 ha ampliato i luoghi punibili ma non ha eliminato il requisito della strumentalità dell'introduzione

  • art. 624 cod. pen.

    Disciplina il furto semplice; utilizzata per la riqualificazione del fatto quando manca il requisito previsto dall'art. 624-bis

  • art. 61 nn. 5 e 11 cod. pen.

    Prevedono aggravanti rispettivamente per la minorata difesa della persona offesa e per l'abuso di una relazione di ospitalità; applicate nella riqualificazione del reato

  • legge 26 marzo 2001, n. 128, art. 2 comma 2

    Novella che ha modificato l'art. 624-bis ampliandone l'area di punibilità quanto ai luoghi, senza innovare il profilo della strumentalità dell'introduzione

  • art. 578 cod. proc. pen.

    Stabilisce l'effetto dell'accordo sull'appello in ordine agli interessi civili; la Corte ricorda che tale norma presuppone una precedente pronuncia di condanna sulle statuizioni civili valida al momento della decisione di impugnazione, condizione qui non realizzata dato che la prescrizione era anteriore alla sentenza di primo grado

  • art. 23 comma 8 L. n. 176/2020

    Fissa termini per la notifica della requisitoria del Procuratore Generale; nella sentenza si rileva una notifica tardiva ma la difesa non ha sollevato la questione, per cui non è stata decisiva

Massime di principio

  • Per qualificare il furto in abitazione ai sensi dell'art. 624-bis c.p. è necessario provare il nesso finalistico tra l'introduzione nell'immobile e l'impossessamento; l'assenza di tale prova impone la riqualificazione in furto semplice
  • La riqualificazione può cambiare la durata della prescrizione: è essenziale verificare il termine di prescrizione e le sue sospensioni al momento della sentenza di primo grado
  • Se la prescrizione del reato è maturata prima della sentenza di primo grado, la Cassazione annulla senza rinvio e revoca le statuizioni civili, perché manca il presupposto per l'operatività dell'art. 578 c.p.p.
  • Le aggravanti (es. minorata difesa, abuso di ospitalità) possono essere valorizzate anche dopo la riqualificazione in furto semplice e incidono sulla qualificazione complessiva
  • Questioni procedurali relative a termini e notifiche (per es. art. 23 L. 176/2020) devono essere tempestivamente dedotte dalla difesa, altrimenti perdono rilievo

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