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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1405/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava per Cassazione la conferma della condanna per avere modificato la destinazione d'uso del piano seminterrato da cantina a locale residenziale (fatto del 7/12/2015). Ha articolato due motivi: 1) violazione ex art. 606, lett. d) c.p.p. per omessa acquisizione di una prova decisiva richiesta (si sarebbe dovuto sentire il responsabile diretto della pratica e non solo il responsabile d'ufficio); 2) violazione ex art. 606, lett. b) c.p.p. per errata applicazione della legge penale, sostenendo che dalle fatture e dalle dichiarazioni risultava l'allaccio del contatore nel 2010 (o al più 2011), il che avrebbe spostato il tempus commissi delicti e determinato la prescrizione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo infondato, richiamando il carattere eccezionale della rinnovazione istruttoria in appello e il consolidato principio secondo cui il rigetto motivato dell'istanza in appello non è sindacabile in Cassazione. Il secondo motivo è stato ritenuto invece meritevole di approfondimento in relazione alla determinazione del tempus commissi delicti; tuttavia la Corte ha verificato che, anche con la data contestata, il reato risultava estinto per prescrizione (termini prescrizionali spirati il 7 dicembre 2020). Ne è conseguita l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e la revoca dell'ordine di rimessione in pristino.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 380 del 2001

    La norma è la fonte della contestazione penale (modifica della destinazione d'uso): la Corte ricostruisce che l'imputato è stato condannato per la modifica non autorizzata della destinazione d'uso del seminterrato

  • Codice di procedura penale

    art. 606, lett. d) e lett. b)

    Art. 606 lett. d): motivo relativo a mancata acquisizione di una prova decisiva; la Corte ha ritenuto il motivo infondato per l'eccezionalità della rinnovazione istruttoria. Art. 606 lett. b): motivo per violazione o errata applicazione della legge penale; il motivo relativo alla determinazione del tempus commissi delicti è stato ritenuto meritevole di approfondimento.

  • Giurisprudenza uniforme richiamata

    Sez. 5, n. 15320 del 21/4/2010 (Pacini); Sez. 6, n. 40496 del 19/10/2009 (Messina e altro)

    Principi richiamati: la rinnovazione dibattimentale in appello ha carattere eccezionale e il rigetto motivato dell'istanza in appello non è sindacabile in Cassazione quando la motivazione di secondo grado consente una valutazione compiuta della responsabilità.

Massime di principio

  • La richiesta di rinnovazione istruttoria in sede d'appello è eccezionale; il suo rigetto, se adeguatamente motivato, raramente giustifica annullamento in Cassazione.
  • La determinazione del "tempus commissi delicti" è un accertamento di fatto che può incidere sulla prescrizione: documenti come fatture o atti tecnici possono spostare la data dell'abuso e richiedere approfondimenti in grado di modificare l'esito processuale.
  • Se il reato risulta estinto per prescrizione, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio, ponendo termine al giudizio penale anche quando sussistano questioni meritevoli di ulteriore esame.
  • In casi che coinvolgono variazioni di destinazione d'uso immobile, occorre acquisire e valorizzare la documentazione amministrativa e tecnica (allacciamenti, fatture, pratiche comunali) perché sono decisive per la datazione dell'abuso.
  • Cassazione interviene principalmente su questioni di diritto e sulla correttezza della motivazione; non procede a rinnovata valutazione dei fatti se la decisione di merito contiene una motivazione sufficiente e coerente.

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