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Cassazione Civile, Ordinanza n. 16475/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

A seguito di accesso nei locali di una ditta di ristorazione, i funzionari dell'Amministrazione finanziaria accertavano la presenza di sette lavoratori dipendenti non regolarizzati e irrogavano una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi dell'art. 3, comma 3, del D.L. n. 12/2002, conv. con modif. dalla L. n. 73/2002. Il titolare proponeva opposizione, respinta dal Tribunale e poi dalla Corte d'appello. In cassazione deduceva: (1) violazione dell'art. 3, comma 3, del D.L. n. 12/2002, dell'art. 3, comma 3, del D.Lgs. n. 472/1997 e dell'art. 28 L. n. 689/1981, sostenendo che dovesse applicarsi integralmente il regime del D.Lgs. n. 472/1997 e che la prescrizione quinquennale decorresse dalla data dell'infrazione, non dal 31 dicembre del quinto anno successivo; (2) violazione delle medesime norme per non avere applicato il favor rei, assumendo che la sanzione, essendo soggetta allo statuto delle sanzioni tributarie, dovesse essere ancorata a ciascuna giornata di lavoro effettivo e beneficiare della disciplina sopravvenuta più favorevole.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi infondati. Ha affermato che, in materia di sanzioni amministrative pecuniarie, il principio di retroattività della legge più favorevole non si applica, salvo i casi espressamente previsti per le sanzioni tributarie e valutarie, e che tale esclusione vale anche per la fattispecie in esame, priva di natura sostanzialmente penale. Ha quindi ritenuto corretto il ragionamento della Corte territoriale: richiamando il comma 5 dell'art. 3 del D.L. n. 12/2002, risultavano applicabili le disposizioni del D.Lgs. n. 472/1997 con l'espressa esclusione, tra l'altro, dell'art. 20 sulla decorrenza della prescrizione; di conseguenza il termine non decorreva dalla data dell'infrazione ma non impediva la validità interruttiva dell'avviso di irrogazione notificato il 22.10.2010 per una violazione del 23.7.2005. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con condanna del ricorrente alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 3, D.L. n. 12/2002

    Per la sanzione relativa al lavoro irregolare si applica il regime richiamato dal comma 5, con esclusione di alcune disposizioni del D.Lgs. n. 472/1997; non opera il favor rei in senso generale.

  • L. n. 73/2002

    Norma di conversione del D.L. n. 12/2002 richiamata per la base legale della sanzione.

  • art. 3, comma 3, D.Lgs. n. 472/1997

    La retroattività della legge più favorevole è principio circoscritto ai settori tributario e valutario e non si estende alle sanzioni amministrative pecuniarie in generale.

  • art. 20 D.Lgs. n. 472/1997

    La specifica decorrenza della prescrizione dal 31 dicembre del quinto anno successivo non è applicabile nel caso di specie per effetto dell'esclusione operata dalla disciplina speciale.

  • art. 28 L. n. 689/1981

    Richiamato dal ricorrente come termine prescrizionale, ma ritenuto non applicabile alla fattispecie per la disciplina speciale.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    Norma processuale evocata per denunciare violazione di legge nei due motivi di ricorso.

  • art. 7 CEDU

    La Corte richiama la giurisprudenza costituzionale ed esclude che imponga, per le sanzioni amministrative non sostanzialmente penali, la retroattività della legge più favorevole.

  • art. 15 Patto internazionale sui diritti civili e politici

    Richiamato nel quadro dei parametri internazionali, senza riconoscere un obbligo di applicazione generalizzata della lex mitior alle sanzioni amministrative.

  • art. 49 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea

    Richiamato come parametro sovranazionale, ma ritenuto non dirimente per estendere il favor rei alle sanzioni amministrative in esame.

  • art. 11 preleggi

    La soluzione è coerente con il principio generale di irretroattività della legge.

  • art. 14 preleggi

    Viene richiamato il divieto di applicazione analogica delle norme eccezionali, per escludere l'estensione del favor rei oltre i casi previsti.

  • art. 13, comma 1 quater, DPR n. 115/2002

    Impone, in caso di rigetto, il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • In tema di sanzioni amministrative pecuniarie, la retroattività della legge più favorevole non opera come regola generale, ma soltanto nei casi espressamente previsti dall'ordinamento per specifiche materie, come quella tributaria o valutaria.
  • Quando una disciplina speciale richiama selettivamente il D.Lgs. n. 472/1997 escludendone alcune disposizioni, non è consentito estendere in via interpretativa anche le norme escluse, né applicare per analogia il regime più favorevole.
  • Nei procedimenti relativi a sanzioni per lavoro irregolare, la prescrizione e la decorrenza del relativo termine devono essere ricostruite secondo la disciplina speciale applicabile ratione temporis; se la norma speciale esclude l'art. 20 del D.Lgs. n. 472/1997, non si può far decorrere il termine secondo quel criterio.
  • La natura non sostanzialmente penale dell'illecito amministrativo esclude che gli artt. 7 CEDU, 15 PIDCP o 49 della Carta impongano, di per sé, l'applicazione generalizzata della lex mitior.
  • In presenza di disciplina speciale, l'accertamento della tempestività dell'azione sanzionatoria va compiuto verificando se l'atto interruttivo sia stato notificato entro il termine risultante dal sistema normativo applicabile al caso concreto.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiPrescrizionePrimato del diritto dell'Unione europea

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