Cassazione Penale, Sentenza n. 40688/2023 del 05/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza per gli stessi fatti relativi a due reati (art. 110 c.p., art. 8 d.lgs. n. 74/2000) contestati ad Antonio Di Dio, Angelo Di Dio e Stefano Interdonato. Le medesime fatture (39 del 2013 e 221 del 2014) erano oggetto di procedimento sia presso il Tribunale di Messina (fatto contestato come commesso a Messina Contesse) sia presso il GIP di Torino. Il pubblico ministero di Torino aveva esercitato l'azione anche per connessione teleologica (art. 12, comma 1, lett. c) c.p.p.) con più gravi imputazioni fallimentari procedibili a Torino per il fallimento della High Technology Invest s.r.l. Il GIP di Torino ha sollevato conflitto positivo ai sensi dell'art. 28, comma 1, lett. b) c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato competente il Tribunale di Messina e ha disposto la trasmissione degli atti al predetto Tribunale. Motivazione: il procedimento di Messina era nella fase dibattimentale (decreto di rinvio a giudizio dell'11/12/2017; prima udienza fissata il 21/03/2018), mentre il procedimento a Torino era ancora nella fase dell'udienza preliminare; applicando il principio per cui, in presenza di procedimenti pendenti in fasi diverse per lo stesso imputato e per lo stesso fatto, la competenza spetta al giudice del procedimento nella fase più avanzata per evitare la regressione processuale, salvo casi eccezionali di annullamento. Decisione resa il 06/07/2023.
Norme richiamate
art. 28, comma 1, lett. b) c.p.p.
Norma che disciplina l'istituto del conflitto di competenza, che consente al giudice di sollevare il conflitto positivo quando lo stesso fatto è sottoposto a giudizio in sedi diverse.
art. 12, comma 1, lett. c) c.p.p.
Disciplina la nozione di connessione teleologica fra procedimenti: reati diversi possono essere considerati connessi se sussiste un collegamento funzionale/telico tale da giustificare la trattazione congiunta o la competenza di una sola sede.
Principio di concorso di persone nel reato: indica la partecipazione di più soggetti alla commissione del reato; applicato qui per indicare la pluralità di imputati coinvolti negli stessi fatti.
Norma penale tributaria (frode fiscale tramite fatture per operazioni inesistenti) contestata agli imputati; la stessa fattispecie è stata perseguita in entrambe le sedi.
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 32707 del 20/10/2020 (Rv. 279895)
Principio consolidato secondo cui, se procedimenti riguardano lo stesso imputato e lo stesso fatto ma sono in fasi diverse, la competenza spetta al giudice del procedimento più avanzato per evitare la regressione del processo a una fase precedente, salvo casi eccezionali di annullamento.
Massime di principio
- Se procedono più giudizi per lo stesso fatto e per lo stesso imputato in sedi diverse, prevale la competenza del giudice la cui causa è in fase più avanzata (es. dibattimento v. udienza preliminare) per evitare la regressione del processo.
- La connessione teleologica (art. 12 c.p.p.) richiede un collegamento funzionale effettivo fra reati/procedimenti; non basta una mera attinenza formale per spostare la competenza.
- Per valutare quale procedimento sia più avanzato si considerano atti formali come il decreto di rinvio a giudizio e la fissazione della prima udienza; tali elementi sono determinanti nella risoluzione del conflitto.
- La declaratoria di competenza del giudice più avanzato è la regola, ma esistono eccezioni (es. annullamento del provvedimento che ha portato il procedimento in fase avanzata) che possono giustificare una regressione.
- In presenza di procedimenti paralleli, gli avvocati devono verificare tempestivamente lo stato delle fasi processuali e, se opportuno, chiedere la declaratoria di conflitto o la riunione dei procedimenti per evitare duplicazioni e rischio di decisioni contrastanti.
- Quando le fasi sono uguali o non è chiaro quale sia più avanzata, occorre esaminare altri criteri di competenza (territoriale, per materia, ecc.) e la concreta situazione processuale per decidere la competenza.
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