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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40457/2023 del 05/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato le condanne per rapina aggravata in concorso (tutti) e per tentata estorsione (Lanari, Casertano, Palermo). Le censure principali: per Carloni denuncia di nullità/violazione procedurale per il rinvio del processo a diverso Collegio (richiamo art. 602 c.p.p., art. 599 bis c.p.p., art. 36 c.p.p., art. 25 Cost.); critiche alla valutazione della pena e al diniego delle attenuanti generiche; per Lanari contestazione della motivazione sulla responsabilità (in particolare l'attendibilità delle dichiarazioni del chiamante in correità Ciocia), mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art.114 c.p. e doglianza sulla configurazione dell'elemento soggettivo dell'estorsione; per Casertano e Palermo deduzione che la fase di contestazione/divisione del provento fosse un post factum non penalmente rilevante (opponendo che la presunta estorsione sarebbe assorbita nella rapina), contestazione della qualificazione giuridica dei dialoghi registrati e critica al trattamento sanzionatorio e al diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi ritenendoli infondati. Sul profilo procedurale relativo al rinvio a diverso Collegio, la Corte ha escluso la nullità perché non è emersa alcuna assegnazione effettuata con lo scopo di eludere il principio del giudice naturale precostituito; il diverso Collegio ha agito per esclusione prudenziale di possibili incompatibilità. Quanto al merito, la Corte ha ritenuto correttamente motivate le valutazioni sulla attendibilità delle dichiarazioni del Ciocia e sull'apporto probatorio dei ricorrenti (in particolare le iniziative organizzative attribuite a Lanari), ha ritenuto legittima la qualificazione dei fatti come tentata estorsione organizzata dopo la consumazione della rapina (poiché i fatti erano avvenuti giorni dopo e la convocazione era volta a costringere il correo a consegnare somme), e ha confermato il diniego delle attenuanti generiche e la congruità della pena in rapporto ai criteri dell'art.133 c.p. Nel complesso la sentenza impugnata è stata confermata e le condanne sono rimaste in vigore.

Norme richiamate

  • art. 602, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    La Corte ha valutato che l'asserito vizio per il rinvio a diverso Collegio non integra una causa di nullità in assenza della prova che l'assegnazione sia stata finalizzata a eludere il principio del giudice naturale; la norma non è stata ritenuta violata nella specie.

  • art. 599-bis, cod. proc. pen.

    Richiamata nella contestazione procedurale: la Corte ha osservato che il mancato accoglimento della proposta ex art.599-bis e il successivo rinvio non hanno costituito motivo di nullità perché non dimostrata l'intenzionalità elusiva dell'assegnazione.

  • art. 178, lett. a), cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato che la nullità per errata assegnazione ai sensi dell'art.178 lett.a) sussiste solo se l'assegnazione avviene per eludere il giudice naturale; nella specie non è stata dimostrata tale finalità.

  • art. 36, cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura relativa al principio del giudice naturale; la Corte ha ritenuto che non sia stato violato poiché l'assegnazione a diverso Collegio non aveva carattere elusivo.

  • art. 25 Cost.

    Invocato nella censura costituzionale sul giudice naturale; la Corte ha escluso la violazione perché non emersa l'assegnazione volta a eludere il principio.

  • art. 114, cod. pen.

    La richiesta di riconoscimento dell'attenuante è stata ritenuta inammissibile o infondata: la Corte ha ritenuto prevalenti gli elementi ostativi (ruolo organizzativo e precedenti) e giustificato il diniego.

  • art. 628, comma 3, n. 2, cod. pen.

    Norma sull'aggravante in tema di rapina: la Corte ha confermato che le modalità della rapina e l'integrazione delle circostanze aggravanti erano state adeguatamente valutate e non potevano essere ignorate dal ricorrente.

  • art. 629, cod. pen.

    Richiamata nella tesi difensiva dei ricorrenti (contestazione della qualificazione giuridica): la Corte ha invece ritenuto corretta la qualificazione della fase successiva come tentata estorsione autonomamente rilevante rispetto alla rapina.

  • art. 133, cod. pen.

    Norma sui criteri di determinazione della pena: la Corte ha ritenuto adeguatamente motivate le ragioni per il diniego delle attenuanti generiche e la misura della pena, richiamando gli indici rilevanti (precedenti, pericolosità, ruolo nell'evento).

Massime di principio

  • La riassegnazione del processo a un Collegio diverso non determina automaticamente nullità: occorre dimostrare che l'assegnazione è stata effettuata con lo scopo di eludere il principio del giudice naturale precostituito.
  • Le manifestazioni di volontà volte a costringere una persona (anche se la cosa oggetto della pretesa ha origine illecita) possono integrare il delitto di estorsione: il carattere 'ingiusto' del profitto va valutato rispetto al rapporto tra agente e vittima, non in base alla provenienza del bene.
  • La valutazione di attendibilità delle dichiarazioni del chiamante in correità può essere ritenuta corretta quando la motivazione confronta le dichiarazioni con altri elementi processuali: censure generiche sulla contraddittorietà della motivazione sono difficilmente accolte se il giudice ha dato spiegazioni logiche.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche richiede una indicazione dei motivi ostativi (richiamo agli indici dell'art.133 c.p. è sufficiente se ragionevole e non meramente assertivo); il ruolo organizzativo e precedenti penalistici possono giustificare il diniego.
  • Quando condotte coercitive successive alla consumazione di un reato sono pianificate dopo che gli autori hanno scoperto una diversa distribuzione del profitto, tali condotte possono configurare autonomamente il reato di estorsione anziché essere considerate semplici 'post factum'.

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