Cassazione Civile, Ordinanza n. 16528/2022 del 23/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (proprietario)
La controversia
La controversia riguarda la determinazione dell'indennità di espropriazione e dell'indennità di occupazione d'urgenza dovute per l'ablazione di un'area agricola di mq 8.303. La Corte d'appello aveva liquidato l'indennità di esproprio in euro 188.404,00, con interessi, e l'indennità di occupazione ex art. 22 del d.P.R. 327/2001 in euro 96.819,00, con interessi sulle singole annualità, ordinando il deposito della differenza rispetto a quanto già versato. La società espropriante ha proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: 1) violazione dell'art. 40 d.P.R. 327/2001 e dell'art. 42 Cost. per avere la Corte territoriale stimato il fondo come agricolo prendendo a riferimento solo un terreno adiacente poi inserito in un PIP; 2) violazione degli artt. 32 e 40 d.P.R. 327/2001 e art. 42 Cost. per aver trascurato altri terreni comparabili, effettivamente agricoli, ritenuti dalla Corte lontani o in altri Comuni; 3) violazione degli artt. 32 e 40 d.P.R. 327/2001 per non avere considerato un vincolo paesaggistico e un vincolo idrogeologico insistenti su parte dell'area; 4) violazione dell'art. 33 d.P.R. 327/2001 per aver riconosciuto un importo per il deprezzamento dell'area residua applicando erroneamente il criterio normativo; 5) violazione dell'art. 22-bis d.P.R. 327/2001 per avere incluso nella base di calcolo dell'indennità di occupazione anche il deprezzamento della parte residua e il danno da tubazioni.
La decisione
La Corte di cassazione ha preliminarmente dichiarato inammissibile la costituzione della proprietaria, perché effettuata con un atto non qualificabile come controricorso e tardivo rispetto ai requisiti degli artt. 370 e 366 c.p.c. Nel merito, i primi due motivi sono stati ritenuti in parte infondati e in parte inammissibili, poiché la Corte d'appello aveva comunque valutato il bene come terreno agricolo e aveva compiuto una scelta di merito circa i comparabili e l'attendibilità della CTU, insindacabile in cassazione. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché il vincolo idrogeologico non incideva sulla stima secondo la CTU e la doglianza si traduceva in una richiesta di riesame del merito. Anche il quarto motivo è stato dichiarato inammissibile, poiché la Corte territoriale aveva accertato l'unitarietà funzionale delle aree e la perdita di valore della porzione residua, con motivazione congrua e non censurata specificamente. Il quinto motivo è stato invece ritenuto infondato: la Corte ha riaffermato il principio secondo cui tra occupazione temporanea ed espropriazione esiste un collegamento funzionale, sicché l'indennità di occupazione si calcola in percentuale anche sull'indennità di espropriazione comprensiva del deprezzamento della residua, a garanzia di una piena reintegrazione patrimoniale. Il ricorso è stato quindi rigettato, senza statuizione sulle spese per mancata rituale attività difensiva della resistente, e con obbligo per la ricorrente del versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 40 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
La determinazione dell'indennità per un suolo agricolo va compiuta secondo il valore di mercato del bene con destinazione agricola; la censura che mira a sostituire la valutazione di merito sulla comparazione dei terreni è inammissibile in cassazione.
art. 42 Cost.
È richiamato come parametro generale in tema di indennità espropriativa, ma non consente di riesaminare in sede di legittimità la valutazione fattuale compiuta dal giudice di merito.
artt. 32 e 40 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
Le norme sulla stima dell'indennità non vengono violate quando il giudice di merito, sulla base della CTU, individua un criterio comparativo ritenuto attendibile e coerente con la destinazione agricola del bene.
art. 33 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
Il deprezzamento della porzione residua può essere riconosciuto se accertato come conseguenza dell'esproprio; la relativa valutazione è riservata al merito quando sorretta da motivazione congrua.
art. 22-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
L'indennità di occupazione d'urgenza può essere calcolata tenendo conto dell'indennità di espropriazione comprensiva del pregiudizio alla residua, poiché occupazione ed espropriazione sono funzionalmente collegate.
art. 22 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
È richiamato nella ricostruzione dell'indennità di occupazione di urgenza liquidata dalla Corte territoriale.
art. 50 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
Costituisce il solo criterio normativo per compensare l'occupazione temporanea collegata all'espropriazione, per qualunque tipologia di suolo.
Il controricorso deve essere ritualmente notificato e depositato nei termini; un semplice atto di costituzione per la sola partecipazione all'udienza non equivale a controricorso.
art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.
Il controricorso, a pena di inammissibilità, deve contenere l'esposizione dei motivi di diritto su cui si fonda.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
È la norma processuale invocata per denunciare la violazione di legge, ma non può essere utilizzata per ottenere un riesame del merito o della valutazione delle prove.
art. 375, ultimo comma, c.p.c.
È richiamato ai fini della trattazione in camera di consiglio.
È richiamato ai fini della trattazione del ricorso in camera di consiglio.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
È il parametro per determinare l'importo aggiuntivo del contributo unificato dovuto in caso di soccombenza.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione le censure che, sotto l'apparenza della violazione di legge, mirano in realtà a rimettere in discussione la valutazione del materiale probatorio o la scelta dei comparabili sono inammissibili, perché tali apprezzamenti appartengono al giudice di merito.
- Nella determinazione dell'indennità di espropriazione di un suolo agricolo il giudice può fare riferimento a terreni comparabili ritenuti attendibili sulla base della CTU; la scelta dei comparabili e la valutazione della loro idoneità sono apprezzamenti di merito non sindacabili se congruamente motivati.
- Vincoli come quello idrogeologico o altre limitazioni incidono sulla stima solo se risulta dal materiale probatorio che abbiano concreta rilevanza economica nella determinazione del valore del bene; in mancanza, la doglianza è inammissibile perché non si confronta con la ratio decidendi.
- Il riconoscimento del deprezzamento della porzione residua è corretto quando l'esproprio incide sull'unità funzionale del compendio e la perdita di valore è accertata dal giudice di merito con motivazione adeguata.
- Tra occupazione temporanea ed espropriazione esiste un collegamento funzionale: l'indennità di occupazione d'urgenza può essere calcolata assumendo come base l'indennità di esproprio comprensiva del danno alla parte residua, poiché il sistema mira a una piena reintegrazione patrimoniale del proprietario.
- La costituzione dell'intimato non equivale a controricorso se non è ritualmente proposta nei termini e non contiene i motivi di diritto richiesti dalla legge processuale.
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