Cassazione Penale, Sentenza n. 30637/2025 del 12/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Istanza, presentata dai difensori di Franco Spina, per la concessione della liberazione anticipata relativamente a una pena detentiva sostituita con lavoro di pubblica utilità (454 ore). Il GIP, investito dell'istanza in qualità di organo dell'esecuzione ai sensi dell'art. 661, comma 1-bis c.p.p., si è dichiarato non competente ritenendo la competenza del magistrato di sorveglianza. Il magistrato di sorveglianza, a sua volta, ha dichiarato la propria incompetenza richiamando l'art. 63 della L. 24 novembre 1981, n. 689, che attribuirebbe al giudice della cognizione che ha applicato la pena la competenza sull'esecuzione. Ne è derivato un conflitto negativo di competenza tra i due giudici.
La decisione
La Corte ha dichiarato l'esistenza del conflitto negativo di competenza e ha dichiarato competente a decidere il Magistrato di sorveglianza di Cosenza, disponendo la trasmissione degli atti a quell'Ufficio. La decisione si fonda sull'orientamento giurisprudenziale e sulla norma di competenza funzionale contenuta nel comma 4 dell'art. 69-bis della L. 26 luglio 1975, n. 354 (come modificato dal d.l. 4 luglio 2024, n. 92, conv. in l. 8 agosto 2024, n. 112), che stabilisce che "il provvedimento che concede o nega il riconoscimento del beneficio è adottato dal magistrato di sorveglianza".
Norme richiamate
Codice di procedura penale, art. 28
Norma che disciplina la soluzione del conflitto di competenza; la Corte ha ritenuto configurato un conflitto negativo risolvibile da questa Corte ai sensi delle norme successive.
Codice di procedura penale, art. 661, comma 1-bis
Richiamato dal GIP per sostenere la propria competenza nella gestione della fase esecutiva relativa alla pena sostitutiva; la Corte non ha condiviso questa lettura come prevalente rispetto alla competenza del magistrato di sorveglianza.
L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 63
Riferita dal magistrato di sorveglianza per sostenere che il giudice della cognizione che ha applicato la pena sarebbe competente per la fase esecutiva; la Corte ha ritenuto prevalente la disciplina funzionale più recente e specifica relativa ai benefici penitenziari.
Legge penitenziaria, L. 26 luglio 1975, n. 354, art. 69-bis, comma 4 (come modificato dal d.l. 4 luglio 2024, n. 92, conv. in l. 8 agosto 2024, n. 112)
il provvedimento che concede o nega il riconoscimento del beneficio è adottato dal magistrato di sorveglianza
La Corte ha interpretato questa disposizione come norma di competenza funzionale prevalente: la decisione sulla concessione o negazione dei benefici penitenziari (compresa la liberazione anticipata) rientra nella competenza del magistrato di sorveglianza.
Norme sostanziali e processuali che descrivono i reati contestati, la pena e le modalità di sostituzione con lavori di pubblica utilità; contestualizzano la tipologia di sanzione oggetto della richiesta di liberazione anticipata.
Giurisprudenza della Cassazione richiamata (Sez. 1, n. 10302 del 10/01/2025; Sez. 1, n. 4964 del 1994)
Precedenti giurisprudenziali che confermano l'indirizzo secondo cui la competenza a decidere sui benefici penitenziari (anche per condannati ammessi a lavori di pubblica utilità) appartiene al magistrato di sorveglianza.
Massime di principio
- La decisione sulla concessione o negazione dei benefici penitenziari (inclusa la liberazione anticipata) rientra nella competenza funzionale del magistrato di sorveglianza, ai sensi dell'art. 69-bis comma 4 della L. n. 354/1975 come modificato.
- Se due giudici si rifiutano contemporaneamente di pronunciarsi sulla stessa istanza per incompetenza, si configura un conflitto negativo di competenza ai sensi dell'art. 28 c.p.p., da risolversi dalla Corte competente.
- La presenza di una pena detentiva sostituita con lavoro di pubblica utilità non esclude l'accesso ai benefici penitenziari; la relativa istanza va indirizzata e decisa dal magistrato di sorveglianza.
- In caso di dubbi interpretativi tra norme processuali diverse che attribuiscono competenze, prevale l'interpretazione che rispetti la competenza funzionale espressamente prevista per i benefici (norma speciale e successiva nel tempo).
- Per evitare ritardi procedurali, il giudice che ritiene di non essere competente dovrebbe trasmettere gli atti all'ufficio ritenuto competente oppure promuovere il rimedio del conflitto di competenza senza creare disguidi che impediscano la tutela dei diritti del condannato.
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