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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1622/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. La Corte ha applicato la sanzione pecuniaria in ragione delle ragioni dell'inammissibilità.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente, persona offesa nel procedimento a carico di Felice Corsetti, Angelo Romiti e Roberta Paris per i reati di cui agli artt. 377 e 380 c.p., ha proposto ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Avezzano relativa al reclamo ex art. 410-bis c.p.p. contro l'ordinanza di archiviazione. Il PM ha chiesto che il ricorso sia dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'interessato e non tramite difensore abilitato, come previsto dall'art. 613 c.p.p., e ha dichiarato l'inammissibilità con procedura de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 377 c.p.

    Norma indicata per descrivere il capo di imputazione nel procedimento penale a carico dei terzi; non incide direttamente sull'ammissibilità del ricorso nel dispositivo qui esaminato.

  • art. 380 c.p.

    Altro capo di imputazione nel procedimento principale; citato a descrizione del contesto fattuale.

  • art. 410-bis c.p.p.

    Disciplina il reclamo avverso l'ordinanza di archiviazione; è la norma procedurale che legittima il ricorso proposto dal persona offesa, ma soggetta ai requisiti formali previsti dalle norme di rito.

  • art. 613 c.p.p.

    Secondo la Corte richiede che il reclamo (o atti analoghi) proposti dalla persona offesa siano presentati mediante difensore abilitato; la mancata osservanza di tale requisito formale determina l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Consente al giudice di dichiarare l'inammissibilità del ricorso con procedura de plano (senza ulteriori formalità), ciò che la Corte ha applicato nel caso concreto per la carenza del requisito della rappresentanza tecnica.

Massime di principio

  • Un ricorso presentato da una persona offesa contro un'ordinanza di archiviazione ai sensi dell'art. 410-bis c.p.p. deve rispettare i requisiti formali previsti dal codice (in particolare la presenza del difensore abilitato quando richiesta dall'art. 613 c.p.p.); la loro violazione comporta inammissibilità.
  • Il giudice può dichiarare l'inammissibilità d'ufficio (procedura de plano) ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis c.p.p., senza rinviare la decisione per regolarizzazione, se il vizio è formale e di immediata percezione.
  • L'inammissibilità per difetto di rappresentanza tecnica può essere sanzionata con condanna alle spese processuali e con una sanzione pecuniaria (es. versamento alla cassa delle ammende), quindi è importante non sottovalutare i requisiti formali.
  • Per evitare l'inammissibilità, chi intende proporre reclamo contro un'archiviazione dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un difensore abilitato che presenti l'atto nei modi e termini previsti; in caso di dubbio sulla procedura, richiedere consulenza legale prima della presentazione.
  • Se il ricorso è stato proposto senza difensore, verificare immediatamente la possibilità di rimediare (ove consentito dalle norme processuali) o di impugnare la pronuncia di inammissibilità nei limiti e modi previsti dalla legge.

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