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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25283/2023 del 25/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (struttura sanitaria)

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la revocazione, ai sensi degli artt. 391-bis e 395, n. 4, c.p.c., dell'ordinanza della Corte di cassazione n. 17914/2022, deducendo un errore di fatto. Secondo la sua prospettazione, la precedente ordinanza avrebbe erroneamente ritenuto che la parte allora ricorrente per cassazione avesse depositato, insieme al ricorso, la copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notificazione, requisito necessario per la procedibilità ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c. Il ricorrente per revocazione sosteneva invece che dagli atti risultasse depositata solo una mera copia della sentenza, priva di relata, attestazioni PEC e dichiarazione di conformità, e che tale errore fosse immediatamente percepibile dagli atti di causa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso per revocazione manifestamente inammissibile. Ha ritenuto che il presunto errore di fatto non fosse configurabile come svista percettiva revocabile, perché la questione relativa al deposito della copia autentica della sentenza con la relata di notificazione costituiva un punto controverso già introdotto nel giudizio a quo dalla stessa parte ricorrente per revocazione. Di conseguenza, il fatto dedotto non era estraneo al dibattito processuale e la censura atteneva a una valutazione non emendabile con revocazione. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese in favore della struttura sanitaria resistente e ha dato atto dell'obbligo dell'ulteriore contributo unificato, ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    La revocazione delle ordinanze o sentenze della Corte di cassazione per errore di fatto è ammessa solo nei limiti rigorosi previsti dalla norma.

  • art. 395, n. 4, c.p.c.

    L'errore di fatto revocatorio deve consistere in una svista percettiva, immediatamente rilevabile dagli atti, e non in un errore di giudizio.

  • art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c.

    Ai fini della procedibilità del ricorso per cassazione deve essere depositata la copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notificazione, quando rilevante per il termine breve.

  • art. 375 c.p.c.

    La trattazione dei casi di revocazione ex art. 391-bis non richiede pubblica udienza, secondo la disciplina richiamata dalla Corte.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto o inammissibilità, la Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.

Massime di principio

  • L'errore di fatto revocatorio presuppone una svista percettiva e non può essere utilizzato per contestare valutazioni giuridiche o interpretative del giudice.
  • Per essere revocabile, l'errore deve risultare da un contrasto immediato e obiettivo tra la decisione e gli atti di causa, senza bisogno di ulteriori indagini ermeneutiche.
  • Non ricorre errore di fatto revocatorio quando il punto dedotto sia stato oggetto di discussione, anche implicita, nel precedente giudizio: in tal caso la decisione appartiene al piano valutativo e non è emendabile con revocazione.
  • L'errore revocatorio contro le decisioni della Cassazione deve riguardare atti interni al giudizio di legittimità e avere carattere autonomo rispetto alla sentenza di merito.
  • La mancata produzione della copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notificazione è questione che incide sulla procedibilità del ricorso per cassazione, ma la sua deduzione in revocazione è ammissibile solo se non sia stata già oggetto di controversia processuale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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