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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 13982/2022 del 03/05/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la legittimità di numerosi contratti di somministrazione a termine, stipulati con varie agenzie per essere distaccato presso l'INPDAP, chiedendo in via principale l'assunzione (con inquadramento B1) e, in subordine, differenze retributive o risarcimento del danno. Denunciava in particolare la genericità delle causali addotte nei diversi contratti, l'assenza del requisito della temporaneità/eccezionalità delle esigenze e l'illecita successione 'a catena' di contratti di somministrazione finalizzata ad eludere la disciplina sul lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo e il terzo motivo di ricorso (assorbendo il primo), ritenendo che la Corte territoriale non avesse adeguatamente verificato se le esigenze dichiarate nei contratti fossero effettivamente temporanee e non idonee a eludere la natura temporanea della somministrazione. Ha cassato la sentenza della Corte d'appello di Bologna e ha rinviato la causa a quella Corte in diversa composizione per che proceda a verificare la temporaneità delle esigenze dedotte nei contratti relativi al ricorrente. La Cassazione ha inoltre richiamato l'orientamento secondo cui, in presenza di illegittima successione di contratti di somministrazione, nel pubblico impiego non opera la trasformazione in rapporto a tempo indeterminato, ma il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno presunto ai sensi dell'art. 32, comma 5, della l. n. 183/2010, conformemente agli obiettivi della direttiva 2008/104/CE e alla giurisprudenza della Corte di Giustizia.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 165/2001, art. 36

    La somministrazione e le altre forme di lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni sono consentite solo per esigenze di carattere temporaneo o eccezionale; la Corte richiede che tale temporaneità sia effettivamente verificata per evitare abusi.

  • d.lgs. n. 276/2003, art. 20

    «4. La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all'ordinaria attività dell'utilizzatore...»

    La norma originaria legittimava la somministrazione per ragioni tecniche/organizzative; la Corte valuta tali indicazioni alla luce dell'obbligo di non rendere permanente il lavoro tramite agenzia.

  • d.lgs. n. 276/2003, art. 21

    «3. Le informazioni di cui al comma 1, nonché la data di inizio e la durata prevedibile dell'attività lavorativa presso l'utilizzatore, devono essere comunicate per iscritto al prestatore di lavoro da parte del somministratore... »

    Occorre che la durata prevedibile della missione e le ragioni siano comunicate per iscritto: la mancata specificazione può concorrere a configurare l'abuso della somministrazione.

  • d.lgs. n. 81/2015, artt. 30, 33, 34

    Art.30: «Il contratto di somministrazione di lavoro è il contratto... mette a disposizione di un utilizzatore uno o più’ lavoratori suoi dipendenti...»; Art.33: «...la data di inizio e la durata prevedibile della missione, devono essere comunicate per iscritto al lavoratore...»; Art.34: «2. In caso di assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore è soggetto alla disciplina di cui al capo III... »

    La disciplina moderna della somministrazione conferma l'obbligo di indicare la durata prevedibile della missione e regola le proroghe; la Corte interpreta tali disposizioni in conformità alla direttiva UE per preservare la natura temporanea della somministrazione.

  • l. n. 183/2010, art. 32, comma 5

    In caso di illegittima successione di contratti di somministrazione nel pubblico impiego non opera la trasformazione in rapporto a tempo indeterminato ma è riconosciuto al lavoratore un 'danno presunto' parametrato ai limiti previsti dalla norma (sanzionatorio, con possibilità di prova del maggior danno).

  • Direttiva 2008/104/CE

    La finalità della direttiva è evitare che il lavoro tramite agenzia diventi permanente per lo stesso lavoratore presso la stessa impresa utilizzatrice; essa impone agli Stati membri misure per preservare la temporaneità delle missioni e prevenire elusioni.

  • Sentenza Corte di Giustizia UE, causa C-681/18

    La Corte di Giustizia ha chiarito che una normativa nazionale che non preveda misure per preservare la temporaneità del lavoro tramite agenzia può essere incompatibile con la direttiva; la Cassazione utilizza tale interpretazione per richiedere verifica sulla natura temporanea delle missioni.

Massime di principio

  • La somministrazione presso la pubblica amministrazione è ammessa solo per esigenze effettivamente temporanee o eccezionali: la mera indicazione formale di causali generiche non è sufficiente.
  • La legge nazionale non stabilisce un limite numerico assoluto di missioni, ma occorre evitare che la successione 'a catena' di contratti di somministrazione eluda la natura temporanea del rapporto; il giudice deve valutare la sostanza e la documentazione probatoria.
  • In caso di illegittima o abusiva successione di contratti di somministrazione nel pubblico impiego non si determina automaticamente la stabilizzazione in servizio, ma il lavoratore può ottenere un risarcimento del danno presunto ex art. 32, comma 5, l. 183/2010, salvo prova di maggior danno.
  • Il giudice nazionale è tenuto a interpretare la normativa interna in conformità con gli obiettivi della direttiva 2008/104/CE e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia, per impedire che il ricorso alla somministrazione diventi permanente.
  • Per difendere la posizione del lavoratore è importante documentare e contestare specificamente la genericità delle causali e la continuità effettiva del rapporto; per la pubblica amministrazione è necessario conservare e fornire elementi che dimostrino la temporaneità ed eccezionalità delle esigenze.

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