Cassazione Civile, Sentenza n. 13935/2022 del 03/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente chiedeva la costituzione della posizione contributiva presso l'INPS per il rapporto di lavoro asseritamente intercorrente con il Comune di Conversano dal 1/10/1980 al 30/6/1984 per mansioni di inserviente addetta alle pulizie. Nei vari gradi di giudizio si è discusso sull'esistenza o meno del rapporto di lavoro subordinato, sulla natura retributiva o assistenziale delle somme percepite e sulla possibilità di ottenere dall'INPS la regolarizzazione contributiva laddove il datore non abbia versato i contributi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente abbia proposto censure confuse e cumulativamente insufficiente per permettere l'individuazione dei punti di doglianza, e non abbia prodotto né localizzato nel ricorso gli atti processuali necessari (in violazione dell'art. 369 c.p.c.). La Corte ha inoltre ribadito, richiamando precedenti, il principio secondo cui l'ordinamento non riconosce all'assicurato l'azione volta a condannare l'INPS alla regolarizzazione della posizione contributiva in caso di omesso versamento da parte del datore di lavoro; i rimedi offerti sono l'azione risarcitoria ex art. 2116 c.c. e la richiesta della costituzione della rendita vitalizia ex art. 13 L. n.1338/62 una volta prescritti i contributi. Per questi motivi il ricorso è inammissibile e la ricorrente è condannata alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato ove dovuto.
Norme richiamate
art. 2116 cod. civ.
art. 2116, co. 2 cod. civ.
Individua il rimedio risarcitorio a carico del datore di lavoro per la mancata contribuzione; la Corte indica tale azione come uno dei rimedi spettanti al lavoratore, e non un'azione diretta contro l'INPS per la regolarizzazione.
art. 13 Legge n. 1338/1962
Consente la costituzione della rendita vitalizia da parte dell'INPS quale rimedio quando i contributi sono prescritti; la Corte lo indica come alternativa alla regolarizzazione diretta dell'INPS.
art. 360 cod. proc. civ.
art. 360, comma 1, nn. 3 e 5 cod. proc. civ.
Regola i motivi di cassazione: la Corte osserva che il ricorso miscela mezzi d'impugnazione eterogenei e prospetta censure non riconducibili chiaramente alle ipotesi di cui all'art. 360, rendendo il ricorso inammissibile.
art. 369 cod. proc. civ.
art. 369, comma 2 e terzo comma cod. proc. civ.
Impone l'onere di produrre o localizzare gli atti e documenti necessari per il giudizio di cassazione; la Corte ha rilevato il mancato assolvimento di tale onere come causa di improcedibilità/inammissibilità.
artt. 115 e 116 cod. proc. civ.
art. 115 e art. 116 cod. proc. civ.
Regolano il principio del libero convincimento del giudice nella valutazione delle prove; la Corte ritiene che le censure sulla valutazione probatoria siano questioni di merito non sindacabili in cassazione se non nei limiti stretti dell'art. 360 n.5.
art. 112 cod. proc. civ.
Riguarda i limiti tra chiesto e pronunciato; la Corte ha rigettato la doglianza di ultrapetizione ritenendo che la qualificazione della domanda rientrasse nei poteri del giudice del riesame/riassunzione.
art. 353 cod. proc. civ.
Richiamato nelle censure della ricorrente relative alla riassunzione del processo; la Corte però ha ritenuto infondate/formalmente inammissibili le doglianze connesse.
art. 13 d.P.R. n.115/2002
art. 13, commi 1-bis e 1-quater d.P.R. n.115/2002
Regola il contributo unificato; la Corte ha dato atto dell'obbligo della ricorrente di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato nelle condizioni indicate.
D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23 comma 8-bis
art. 23, comma 8-bis D.L. n.137/2020 (conv. L. n.176/2020)
Richiamato in relazione alla procedura e deposito di conclusioni scritte del P.M.; citazione formale del procedimento.
Massime di principio
- In caso di omesso versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, l'assicurato non ha titolo a un'azione diretta per ottenere dall'INPS la costituzione della posizione contributiva: i rimedi principali sono l'azione risarcitoria ex art. 2116 c.c. e la richiesta di costituzione della rendita ex art. 13 L. n.1338/62 quando i contributi sono prescritti.
- Le censure sulla valutazione delle prove costituiscono, di norma, questioni di merito: sono sindacabili in Cassazione solo nei limiti ristretti del vizio motivazionale previsto dall'art. 360, comma 1, n.5 c.p.c.; la mera rimessa in discussione del libero convincimento del giudice non vale a fondare l'annullamento.
- In un ricorso per cassazione è essenziale separare e precisare i singoli mezzi di impugnazione, indicando esattamente le norme la cui violazione si deduce (art. 360 c.p.c.) e producendo o localizzando gli atti e documenti necessari ai sensi dell'art. 369 c.p.c.; la mancata produzione/localizzazione comporta l'inammissibilità o l'improcedibilità.
- La qualificazione della domanda (ad es. trasformare una domanda di regolarizzazione contributiva in una domanda risarcitoria o in altro petitum) può essere compito del giudice di merito; la parte deve tuttavia prevenire e documentare adeguatamente le proprie deduzioni per evitare la perdita del diritto in sede di riassunzione.
- Proceduralmente, evitare formulazioni aggregate e confuse dei motivi: le impugnazioni devono essere articolate in modo chiaro, identificando i punti decisivi della sentenza impugnata e i documenti di riferimento, per non incorrere nell'inammissibilità.
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