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Sentenza

Sentenza del 15/11/2019 n. 4565 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La s.r.l. M. E. ha impugnato l'avviso di rettifica e liquidazione con cui l'Ufficio aveva rideterminato il valore del ramo d'azienda acquistato dalla s.r.l. L. - T., richiedendo maggiore imposta di registro, interessi e sanzioni per complessivi euro 9.248,34. La società contestava sia la quantificazione del valore del ramo d'azienda sia l'utilizzo, da parte dell'Ufficio, di un periodo previsionale più ampio rispetto ai tre anni adottati dalla società. In appello, l'Ufficio ha censurato la sentenza di primo grado per non avere considerato le proprie controdeduzioni, per avere erroneamente applicato il principio di non contestazione e per avere ritenuto congruo il periodo triennale di proiezione dei redditi.

La decisione

La Commissione ha accolto l'appello dell'Ufficio e riformato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto errata la valutazione dei giudici di primo grado circa la mancata costituzione dell'Ufficio, poiché le controdeduzioni erano state depositate telematicamente. Ha tuttavia respinto l'eccezione dell'Ufficio relativa alla tardività del ricorso originario, ritenendo provato che la società lo avesse spedito il 4 maggio 2017, entro il termine previsto. Nel merito, ha ritenuto legittima la rettifica, giudicando adeguato un arco temporale più ampio per la valorizzazione reddituale del ramo d'azienda, in considerazione dell'attività informatica, della capacità reddituale della società venditrice e dell'ammortamento dell'avviamento previsto in 18 anni dalla stessa acquirente. La s.r.l. M. E. è stata condannata al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.400,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 115 c.p.c.

    Il principio di non contestazione non poteva essere applicato sulla base dell'erroneo presupposto che l'Ufficio non si fosse costituito, poiché l'Amministrazione aveva depositato ritualmente le proprie controdeduzioni.

  • Art. 36 del decreto legislativo n. 546 del 1992

    La norma è stata richiamata dall'Ufficio per sostenere la nullità della sentenza di primo grado, in quanto il giudice non aveva tenuto conto delle difese erariali. La Commissione ha ritenuto tale errore idoneo a inficiare la decisione impugnata.

  • Art. 21 del decreto legislativo n. 546 del 1992

    La Commissione ha ritenuto tempestivo il ricorso della società, poiché la spedizione del plico all'Ufficio era avvenuta entro il termine previsto dalla norma.

Massime di principio

  • Nel contenzioso tributario, il giudice deve esaminare le difese ritualmente depositate dall'Amministrazione; una decisione fondata sull'erronea mancata costituzione dell'Ufficio può essere riformata.
  • La tempestività del ricorso può essere dimostrata mediante la prova della spedizione entro il termine previsto, purché siano disponibili documenti attendibili, come l'avviso di ricevimento.
  • Nella valutazione fiscale di un'azienda o di un ramo d'azienda, il periodo di proiezione dei redditi non deve necessariamente coincidere con quello scelto dalle parti, ma deve essere coerente con natura dell'attività, capacità reddituale, avviamento e durata dell'utilità economica.
  • Le dichiarazioni contenute nei bilanci e nelle note integrative del contribuente, come la previsione di ammortamento dell'avviamento su un periodo lungo, possono essere utilizzate dall'Amministrazione per verificare la coerenza della valorizzazione dichiarata ai fini dell'imposta.
  • Un avviso di rettifica è adeguatamente motivato quando espone i criteri adottati, i dati economici considerati e il percorso logico che conduce alla rideterminazione del valore imponibile.
  • In caso di accoglimento dell'appello dell'Amministrazione e dichiarazione di legittimità dell'accertamento, il contribuente soccombente può essere condannato al pagamento delle spese di lite.

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