Sentenza del 09/10/2015 n. 20245 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle entrate ha denunciato la violazione del principio del contraddittorio, sostenendo che, in materia di accertamento del reddito di una società di persone e della conseguente imputazione pro quota ai soci, sussiste un litisconsorzio necessario tra la società e tutti i soci. Il giudizio promosso e deciso nei confronti del solo socio, senza la partecipazione degli altri soggetti interessati, non poteva quindi essere validamente definito nel merito.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, rilevando d'ufficio la nullità della sentenza e dell'intero procedimento per mancata instaurazione del simultaneus processus tra società e tutti i soci. La Corte ha escluso la possibilità di sanare il vizio mediante riunione dei procedimenti, poiché non ricorrevano tutti i requisiti richiesti: in particolare, il giudizio relativo al socio T.G. era stato trattato insieme a quello della socia P.G., ma non a quello della società, deciso da altro collegio in un'altra udienza. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria provinciale di Agrigento. Le spese dell'intero processo sono state compensate.
Norme richiamate
redditi delle società ed associazioni imputati ai soci
L'unitarietà dell'accertamento del reddito della società di persone e della sua imputazione ai soci rende inscindibili le posizioni processuali della società e di tutti i soci.
La disciplina degli accertamenti sui redditi della società di persone e dei soci presuppone una trattazione processuale unitaria quando l'accertamento societario costituisce il fondamento della rettifica dei redditi dei soci.
Art. 111, comma 2, Cost.
ragionevole durata del processo
Il principio della ragionevole durata può giustificare la riunione o la conservazione degli effetti di procedimenti separati solo quando siano garantiti l'effettiva conoscenza degli atti, l'identità delle difese e la sostanziale integrità del contraddittorio.
Articoli 6 e 13 CEDU
I principi del giusto processo e della tutela effettiva non consentono di sacrificare il contraddittorio; la ragionevole durata non può sanare la mancata partecipazione di un litisconsorte necessario quando il processo non sia stato sostanzialmente unitario.
Principio del litisconsorzio necessario e del simultaneus processus
Nelle controversie relative all'accertamento del reddito di una società di persone e alla sua imputazione ai soci, società e tutti i soci devono partecipare allo stesso processo. La violazione comporta la nullità della sentenza e dell'intero procedimento, rilevabile anche d'ufficio in cassazione.
Massime di principio
- Quando l'accertamento fiscale riguarda il reddito di una società di persone e la conseguente imputazione ai soci, la società e tutti i soci sono normalmente litisconsorti necessari e devono essere coinvolti nello stesso giudizio.
- La decisione resa nei confronti di uno solo dei soci, senza la partecipazione della società e degli altri soci, è esposta a nullità per violazione del contraddittorio.
- La riunione o la convalida di procedimenti separati è possibile solo eccezionalmente, quando vi siano identità dell'atto impositivo e delle difese, piena conoscenza reciproca degli atti, trattazione simultanea davanti ai giudici di merito e decisioni sostanzialmente identiche.
- La ragionevole durata del processo non prevale automaticamente sulla necessità di garantire la partecipazione di tutti i soggetti necessari: se manca una trattazione effettivamente unitaria, il processo deve essere dichiarato nullo e rinnovato davanti al giudice competente.
- In situazioni analoghe, occorre verificare fin dall'inizio che l'atto impositivo societario e gli atti rivolti ai soci siano trattati con la partecipazione di tutti gli interessati e, ove possibile, mediante un unico procedimento.
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