Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 39603/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato per cassazione l'ordinanza del 19/06/2024 con cui il tribunale, in sede di esecuzione, aveva escluso la configurabilità di un unico disegno criminoso tra plurimi reati definitivamente accertati in diverse sentenze. Dalla motivazione emerge che l'istanza mirava a far ricondurre sotto la continuazione alcuni fatti di rapina (commessi nel 1989, 1992 e 2009), autocalunnia (2013), minaccia (2016) e lesioni volontarie (2017). Il ricorso articolava tre censure: 1) erronea valutazione dei criteri di collegamento tra i reati, sostenendo che il giudice avrebbe trascurato elementi rilevanti; 2) insufficienza della motivazione nel ritenere che il presunto antagonismo del ricorrente verso la società non bastasse a dimostrare un programma criminoso unitario; 3) erronea considerazione della funzione della causa indulgentiae e del cumulo giuridico, ritenute invece invocate per sostenere l'unicità del disegno criminoso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo i motivi manifestamente infondati perché in contrasto con la giurisprudenza consolidata in tema di continuazione. Ha affermato che distanza temporale, diversità dei titoli di reato e diversa indole dei fatti costituiscono indici valutativi idonei a escludere la volizione unitaria, sicché non era illogica la decisione del giudice dell'esecuzione che, nel caso concreto, aveva negato l'esistenza di un unico disegno criminoso tra reati commessi in un arco temporale molto ampio e di natura eterogenea. La Corte ha inoltre ritenuto generici gli argomenti del ricorso e ha confermato la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    La norma sul cumulo giuridico presuppone l'esistenza di un unico disegno criminoso; la sua ratio indulgente non è sufficiente, da sola, a dimostrare l'unicità del programma illecito.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 192 c.p.p.

    Richiamato indirettamente dalla logica della valutazione degli indici sintomatici e della tenuta motivazionale, quale canone di apprezzamento degli elementi da cui inferire l'unicità o meno del disegno criminoso.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione, l'unicità del disegno criminoso non può essere desunta in modo astratto dal solo carattere seriale o dall'atteggiamento soggettivo dell'agente, ma richiede che i reati successivi risultino già programmati, almeno nelle loro linee essenziali, al momento della commissione del primo.
  • La distanza temporale fra i fatti, la diversità dei titoli di reato e la diversa indole degli episodi costituiscono indici sintomatici rilevanti per escludere la sussistenza di una volizione criminale unitaria.
  • Una motivazione del giudice dell'esecuzione che valorizzi tali indici non è manifestamente illogica né censurabile in cassazione se il ricorso si limita a opporre argomenti generici o assertivi.
  • La ratio indulgente del cumulo giuridico non coincide con il criterio di accertamento dell'unico disegno criminoso: l'istituto presuppone un collante volitivo comune, non essendo sufficiente la mera convenienza sanzionatoria.
  • Quando il ricorso per cassazione contro il diniego della continuazione è manifestamente infondato, la Corte può dichiararlo inammissibile con le conseguenti statuizioni economiche a carico del ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.