Cassazione Penale, Sentenza n. 29177/2024 del 18/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere. I difensori (avv.ti Mangazzo e Liguori) hanno contestato: (i) la gravità indiziaria relativa all'episodio di cessione di gr. 150 ascritta al capo 6), sostenendo che la qualificazione come cocaina si fonda sul mero riferimento alla parola "bianco" nelle intercettazioni (cd. "droga parlata") e che l'indagato aveva spiegato che si trattava di "hashish bianco"; (ii) la sussistenza delle esigenze cautelari e la necessità della misura carceraria, deducendo che l'indagato era stato già sottoposto a cinque anni di arresti domiciliari per reato associativo e che avrebbe potuto essere applicata una misura meno afflittiva, anche in altro Comune/Regione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto inammissibile in parte il primo motivo nella parte in cui chiedeva una diversa valutazione probatoria e ha confermato che, con riferimento alla qualificazione della sostanza, il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato la sussistenza della gravità indiziaria valorizzando anche elementi ulteriori (espressioni degli interlocutori come la consegna di "un pezzo" e il prezzo pattuito, circa €16.000, coerenti con cocaina). Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto congrua e logicamente motivata la valutazione del Tribunale sul pericolo di reiterazione del reato, fondato anche su precedenti penali e contatti con ambienti criminali, e ha giudicato non sindacabile in sede di legittimità la scelta della misura carceraria. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e disposto l'invio di copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata in relazione ai limiti e ai profili di deducibilità in cassazione dei motivi di impugnazione in materia cautelare; la Corte sottolinea i limiti del riesame in sede di legittimità, che non consente una piena rivalutazione probatoria ma solo il controllo sulla congruità e sufficienza della motivazione
art. 73, comma 4, d.P.R. 309/1990
Richiamato in relazione alla qualificazione della sostanza stupefacente; la Corte osserva che la richiesta di diversa qualificazione (cocaina vs resina/hashish) che implichi rivalutazione delle intercettazioni e del materiale indiziario può porsi ai limiti dell'inammissibilità in cassazione, salvo che emerga un interesse concreto dell'indagato collegato all'"an" o al "quomodo" della misura
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale che impone adempimenti da parte del direttore dell'istituto penitenziario a seguito della comunicazione del provvedimento: la Corte dispone la trasmissione della sentenza al direttore per gli obblighi formali e di attuazione previsti dalla norma
Massime di principio
- In sede di Cassazione avverso misure cautelari personali il controllo è limitato: la Corte verifica la congruenza e l'adeguatezza della motivazione del giudice di merito, non procede a una nuova valutazione integrale delle prove.
- Il richiamo a termini generici o a "parola in codice" nelle intercettazioni (es. "bianco") non è di per sé sufficiente a superare la soglia della gravità indiziaria per la qualificazione della sostanza; occorrono elementi indiziari di supporto (contesto, quantità, prezzo, espressioni degli interlocutori) che rendano coerente la qualificazione come sostanza più grave.
- Per contestare la necessità della misura carceraria è necessario dimostrare l'erroneità o l'insufficienza della valutazione del pericolo di reiterazione o di fuga; la sola esistenza di precedenti misure meno afflittive non esclude la possibilità che il giudice ritenga necessaria la custodia in carcere, se sussistono concreti e attuali elementi di pericolo.
- Se il ricorrente vuole ottenere in sede cautelare una diversa qualificazione giuridica del fatto, deve esplicitare l'interesse concreto a tale riformulazione mostrando che la diversa qualificazione incide sull'oggetto o sulla misura ("an" o "quomodo") altrimenti la richiesta rischia di essere considerata inammissibile o impropria in cassazione.
- Gli avvocati devono articolare i loro motivi mostrando in modo chiaro quali elementi di fatto o errori di valutazione siano suscettibili di sindacato in sede di legittimità e evidenziare perché la valutazione del giudice del riesame sarebbe irrazionale o contraddittoria.
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