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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01228/2026 del 13/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Bologna che aveva confermato la condanna di primo grado per furto in concorso. Il primo motivo deduceva violazione di legge per non avere la Corte territoriale riconosciuto alla mancata comparizione della persona offesa all'udienza il valore di remissione tacita di querela, con conseguente improcedibilità dell'azione penale. Il secondo motivo lamentava violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che non fosse stato possibile determinare il valore esatto dei beni sottratti, oltre a 40 euro contenuti nel portafogli. La Suprema Corte ha ritenuto entrambi i motivi non deducibili in sede di legittimità perché sostanzialmente reiterativi di questioni già esaminate e correttamente respinte in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto insussistenti i presupposti per desumere una remissione tacita di querela, poiché mancava la prova sia della mancata comparizione ingiustificata della persona offesa sia della sua effettiva citazione. Ha inoltre condiviso il diniego dell'attenuante del danno di speciale tenuità, osservando che non poteva limitarsi la valutazione al solo denaro nel portafogli, essendo stati sottratti anche documenti e carte di pagamento, il cui valore e i cui effetti pregiudizievoli non erano di speciale tenuità. Conseguentemente ha condannato ciascun ricorrente alle spese processuali e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    richiamato come titolo del concorso di persone nel reato contestato ai ricorrenti

  • art. 624 c.p.

    norma incriminatrice del furto, reato per il quale è stata confermata la responsabilità

  • art. 152, terzo comma, n. 1 c.p.

    la remissione tacita di querela presuppone la prova della mancata comparizione della persona offesa senza giustificato motivo e della regolare citazione

  • art. 62, n. 4 c.p.

    l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non è applicabile quando il valore del bene sottratto non sia determinabile o il pregiudizio complessivo non sia di speciale tenuità

  • art. 616, comma 1, c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso, consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La remissione tacita di querela non può essere desunta in modo presuntivo dalla sola mancata presenza della persona offesa all'udienza: occorre la prova della regolare citazione e dell'assenza senza giustificato motivo, secondo i presupposti normativi.
  • Nel furto di un portafogli contenente non solo denaro, ma anche documenti e carte di pagamento, il danno non può essere automaticamente qualificato di speciale tenuità, poiché la valutazione deve riguardare l'intero contenuto sottratto e le conseguenze pregiudizievoli complessive.
  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si limitino a riproporre questioni di fatto o di diritto già esaminate e congruamente respinte dal giudice di merito, se non in presenza di reali vizi denunciabili nei limiti del ricorso per cassazione.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nei casi previsti, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiConcorso di persone

Testo integrale

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