Cassazione Civile, Sentenza n. 15136/2026 del 19/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla debenza del canone COSAP per le griglie di aerazione poste sul piano di calpestio della piazza Erculea relative all'autosilo: il Condominio sosteneva che il corrispettivo versato in forza della convenzione di concessione del 1991 (per il sottosuolo) assorbiva ogni altro onere e che le griglie facevano parte dell'opera concessa; inoltre deduceva la prescrizione delle somme relative alle annualità 2006-2007. Il Comune chiedeva il pagamento del COSAP e impugnava la decisione di primo grado che aveva dichiarato prescritte le annualità 2006-2007.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del Condominio. Ha confermato l'orientamento secondo cui il COSAP è dovuto quando il singolo realizza un'utilizzazione particolare o esclusiva del suolo pubblico, anche mediante griglie di aerazione sul piano di calpestio, anche se tali manufatti risultano collegati a opere sottostanti realizzate con concessione. Ha affermato che il corrispettivo concessorio per l'uso del sottosuolo non assorbe il canone COSAP, che ha diversa natura giuridica; ha inoltre confermato che la prescrizione applicabile al credito COSAP è quella ordinaria decennale (art. 2946 c.c.) e non il termine quinquennale di cui all'art. 2948 n.4 c.c. Il Condominio è stato condannato alle spese di giudizio.
Norme richiamate
art. 63 del d.lgs. n. 446/1997
L'art. 63 disciplina il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP); consente ai comuni di prevedere un canone quale corrispettivo per l'uso esclusivo o speciale del suolo pubblico e distingue tale corrispettivo dalla tassa TOSAP
d.lgs. n. 507/1993 (istituzione TOSAP)
Richiamato per distinguere la precedente imposta (TOSAP) dalla successiva disciplina del COSAP; storico riferimento per il quadro regolatorio
La Corte ha ritenuto applicabile al credito COSAP la prescrizione ordinaria decennale prevista dall'art. 2946 c.c., escludendo l'applicazione della prescrizione quinquennale propria delle obbligazioni periodiche
Non è applicabile al diritto del Comune al canone COSAP: la Corte ha ritenuto che il COSAP non rientra nelle obbligazioni periodiche disciplinate da tale norma e quindi non soggiace al termine quinquennale
Regolamento comunale COSAP (Comune di Milano)
art. 6, comma 3 del regolamento comunale applicativo
Il richiamo del Condominio al divieto di doppia imposizione previsto dal regolamento non è idoneo ad esentare dal COSAP ove non vi sia una espressa previsione che assorba il corrispettivo nelle condizioni della concessione; il regolamento non può far valere una rinuncia a un introito pubblico senza chiara previsione normativa o concessoria
Convenzione di concessione (1991)
La Corte ha ritenuto che la convenzione, che disciplinava la concessione del sottosuolo e prevedeva un corrispettivo per l'uso del sottosuolo, non comprendeva espressamente le griglie di aerazione sul suolo pubblico né conteneva una rinuncia esplicita al diritto del Comune ad esigere il COSAP
Massime di principio
- La COSAP è dovuta quando il privato realizza un'utilizzazione particolare o esclusiva del suolo pubblico (anche mediante griglie/feritoie sul piano di calpestio) indipendentemente dall'inclusione dell'opera nel progetto edilizio o nella convenzione di concessione.
- Il pagamento di un corrispettivo concessorio per l'utilizzo del sottosuolo non assorbe automaticamente altri oneri di natura pubblicistica come il COSAP, salvo espressa e chiara previsione nel titolo concessorio o nella norma.
- Il diritto del Comune al canone COSAP non rientra tra le obbligazioni periodiche soggette alla prescrizione quinquennale: si applica la prescrizione ordinaria decennale (art. 2946 c.c.).
- Per ottenere l'esenzione dal COSAP è necessario un atto normativo o concessorio inequivocabile che disponga la rinuncia; richiamare regole generali sul divieto di doppia imposizione non basta se non vi è un espresso riferimento alla fattispecie concreta.
- In contenziosi analoghi è strategico provare l'esistenza di una previsione espressa nella convenzione o nel provvedimento comunale che escluda il COSAP per il manufatto contestato; in mancanza, la giurisprudenza è sfavorevole al ricorrente.
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