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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03179/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello sulla responsabilità penale per ricettazione (art. 648 cod. pen.), richiesta di riconoscimento della circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto (art. 648, comma 4), domanda di esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis cod. pen.), richiesta di riclassificazione come contravvenzione (art. 712 cod. pen.), censura della quantificazione della pena e domanda di sostituzione della pena detentiva con una sanzione non detentiva ai sensi degli artt. 133 cod. pen. e artt. 58-59 legge n. 689/1981. Il ricorrente contestava in sostanza la valutazione di merito sulla prova, sul valore della merce e sul peso dei precedenti penali, sostenendo che la motivazione della Corte territoriale fosse apparente.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte di cassazione ha ritenuto che il ricorso chiedeva una rivalutazione di questioni di merito (valutazione della prova, tenuità, qualificazione del fatto, determinazione della pena e sostituzione della pena), materie sottratte al sindacato di legittimità quando motivate in modo logico e congruo. In particolare: la detenzione presso l'abitazione di beni provento di furto è stata considerata prova certa di ricettazione; il valore complessivo della merce (>1.000 euro) ha escluso la particolare tenuità; i precedenti penali, nella loro consistenza e prossimità, hanno legittimato il rifiuto dell'esclusione della punibilità e della sostituzione della pena; la riclassificazione in contravvenzione è stata esclusa per la palese consapevolezza della provenienza illecita. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla cassa delle ammende la somma di euro 3.000.

Norme richiamate

  • codice penale - art. 648

    Norma sulla ricettazione; la Corte ha confermato la responsabilità sulla base della detenzione di beni provento di furto rinvenuti in abitazione, ritenendo logica la valutazione del giudice di merito.

  • codice penale - art. 648, comma quarto

    art. 648, comma quarto, cod. pen.

    Prevede la circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto; è stata esclusa dalla Corte territoriale per il valore complessivo non esiguo della merce e altri elementi.

  • codice penale - art. 131-bis

    Regola l'esclusione della punibilità per particolare tenuità dell'offesa; la Corte d'appello ha rifiutato il beneficio dopo il bilanciamento dei parametri (valore, precedenti, abitualità).

  • codice penale - art. 712

    Norma sulla fattispecie contravvenzionale (incauto acquisto); la Corte ha escluso la riclassificazione come contravvenzione per la palese consapevolezza della provenienza illecita (dolo).

  • codice penale - art. 133

    Criteri per la determinazione della pena (modalità della condotta, danno, pericolo, capacità a delinquere, precedenti); la Corte ha applicato questi parametri per valutare la posologia della pena e l'idoneità rieducativa.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689 - art. 58

    art. 58, legge n. 689/1981

    Indica i criteri per valutare la sostituibilità della pena detentiva con pene alternative (maggior idoneità rieducativa, prevenzione del pericolo, rispetto delle prescrizioni); la Corte ha svolto una prognosi personologica fondata sui precedenti per negare la sostituzione.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689 - art. 59

    art. 59, legge n. 689/1981

    Fissa condizioni soggettive ostative alla sostituzione; la Corte ha ricordato le condizioni ma osservato che la novella ha ampliato l'accesso alle sostituzioni, evitando automatismi: tuttavia i precedenti rilevanti possono legittimamente inficiare la prognosi favorevole.

  • ordinamento penitenziario - art. 4-bis

    art. 4-bis ordinamento penitenziario

    Citato come esempio di cause ostative soggettive alla sostituzione della pena; fa parte delle condizioni che possono escludere l'applicazione di sanzioni alternative.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non è luogo per una nuova valutazione della prova o per riformare apprezzamenti di merito adeguatamente motivati; i motivi che si limitano a chiedere una rivalutazione fattuale sono, di regola, inammissibili.
  • La detenzione in casa di beni provento di furto costituisce elemento probatorio molto significativo per la ricettazione; una precedente perquisizione negativa non esclude necessariamente la consapevolezza della provenienza illecita.
  • La particolare tenuità (art. 648 c.4 e art. 131-bis) richiede non solo basso valore economico ma anche valutazione complessiva di occasionalità, danno e capacità a delinquere; un valore complessivo non esiguo e precedenti specifici tendono a escluderla.
  • La riclassificazione del fatto come contravvenzione (art. 712) non è possibile quando emerge un chiaro elemento di dolo o una consapevolezza evidente della provenienza illecita della cosa.
  • La possibilità di sostituire la pena detentiva con una misura alternativa va decisa con un giudizio prognostico personalizzato (art. 58 e 59 l. 689/1981) che consideri la natura, la consistenza e la prossimità dei precedenti: i precedenti non possono essere usati meccanicamente, ma possono legittimamente motivare il diniego se indicano inaffidabilità o alto rischio di recidiva.
  • Chi chiede attenuanti o sanzioni sostitutive deve fornire elementi concreti (dettagli sul valore dei beni, prova di occasionalità, elementi di riabilitazione, contestualizzazione dei precedenti) per contrastare la prognosi negativa del giudice di merito.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare, oltre al rigetto, la condanna alle spese e sanzioni a favore della cassa delle ammende: valutare il rischio processuale prima di proporre motivi che impugnano solo il merito.

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