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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32328/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di riesame contro il decreto di sequestro preventivo disposto dal G.I.P. in relazione a presunti delitti previsti dal d.lgs. n. 74/2001 (capì 3), 10) e 11)). Il motivo centrale del ricorso per cassazione era la violazione di legge (art. 606, lett. b) c.p.p.) per carenza della motivazione in ordine al periculum in mora ex art. 125, comma 3 c.p.p.: secondo i difensori la motivazione dell'ordinanza sarebbe apparente e per relationem, priva di specificità rispetto alla posizione della Scarponi e incapace di indicare elementi concreti che giustificassero l'anticipazione degli effetti ablativi. Inoltre si censurava che il sequestro per equivalente nei confronti della Scarponi non fosse stato preceduto da un accertamento sull'impossibilità di eseguire la confisca diretta sui beni societari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale, nel confermare il decreto del G.I.P., avesse correttamente colmato la precedente lacuna motivazionale e avesse fornito elementi concreti circa il periculum: in particolare la condotta dei coindagati (alienazioni e svuotamento di società, ricorso a familiari per la disponibilita' dei beni, accertata in sede di esecuzione) dimostrava il rischio concreto di vanificazione della confisca se non si procedeva d'urgenza. Sulla questione del sequestro per equivalente, la Corte ha richiamato il principio secondo cui il sequestro per equivalente e' subordinato all'impossibilita', anche temporanea, di aggredire il profitto o gli assets societari, ma non e' richiesto un accertamento esaustivo e preventivo: e' sufficiente la valutazione sommaria dello stato degli atti e del compendio indiziario; il decreto puo' avere struttura mista (sequestro diretto sulla societa' e, subordinatamente, per equivalente sulla persona fisica) e la verifica della infruttuosita' del sequestro diretto puo' essere anche demandata alla fase di esecuzione. La Corte ha inoltre rilevato la genericita' del motivo e che, in sede esecutiva, si era constatata la mancanza di consistenza patrimoniale delle societa' coinvolte. Conseguentemente il ricorso e' stato dichiarato inammissibile, la ricorrente e' stata condannata alle spese e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2001, artt. 11 e 5

    Norme richiamate in relazione ai delitti oggetto delle contestazioni: la sentenza le menziona come titoli di illecito fiscale a supporto del sequestro preventivo originario.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca: la Corte richiede una concisa motivazione anche del periculum in mora quando la confisca e' condizionata alla sentenza definitiva.

  • art. 240 cod. pen.

    Disciplina della confisca: richiamata in connessione alla finalita' del sequestro preventivo mirato alla confisca.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiede che il giudice motivi sulla sussistenza del periculum in mora; la Corte ha valutato la congruita' della motivazione fornita dal G.I.P. alla luce di questo principio.

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Riferimento al sequestro conservativo e al parallelismo motivazionale: utilizzato per spiegare il parametro della 'esigenza anticipatoria' e la struttura della motivazione richiesta.

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Criterio di ammissibilita' del ricorso per cassazione per violazione di legge; la Corte ha applicato tale limite dichiarando il ricorso inammissibile per genericita' e perche' non sussisteva la violazione dedotta.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per le conseguenze dell'inammissibilita' del ricorso: la Corte ha disposto la condanna alle spese e la sanzione pecuniaria.

Massime di principio

  • Il giudice che dispone un sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve motivare anche il periculum in mora, collegando le ragioni alla necessita' di anticipare l'effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio; la forma e il dettaglio della motivazione possono variare a seconda della natura del bene e dello stato interlocutorio del procedimento.
  • Il sequestro per equivalente e' subordinato all'impossibilita' di aggredire direttamente il profitto o i beni societari, ma non richiede una ricerca preventiva esaustiva: e' sufficiente una valutazione sommaria e un compendio indiziario che renda probabile l'impossibilita' di esecuzione della confisca diretta.
  • E' legittima una struttura 'mista' del decreto di sequestro (sequestro diretto sulla societa' e, subordinatamente, per equivalente sulla persona fisica), e la verifica dell'infruttuosita' del sequestro diretto puo' essere perfezionata anche in fase di esecuzione.
  • La cassazione in materia di misure cautelari e' ammessa solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali; i motivi generici o privi di indicazioni specifiche sui punti contestati sono destinati a essere dichiarati inammissibili.
  • Comportamenti quali alienazioni, trasferimenti e svuotamento di societa' tramite terzi o familiari costituiscono elementi forti a sostegno del periculum in mora e giustificano, quando risultano dagli atti, l'adozione urgente di misure cautelari.

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