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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47379/2023 del 24/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (capo a) e per due trasporti di cocaina (capi f) e g)). La difesa deduce che Reitano ha svolto il mero ruolo di corriere, remunerato a cottimo, rapportandosi solo con i mandanti (Veronica Cusumano e Salvatore Orlando), senza prova della consapevolezza e dell'affectio societatis necessarie per configurare un'associazione per delinquere; inoltre censura l'errata valutazione delle esigenze cautelari, proporzionalità e adeguatezza della misura, nonché l'omessa considerazione dei precedenti e del contesto sociale lavorativo.

La decisione

Il giudice ha accolto il primo motivo di ricorso: ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia motivato in modo manifestamente illogico e abbia errato nel ritenere che lo svolgimento del ruolo di corriere e il numero/quantitativo dei trasporti dimostrino, di per sé, la partecipazione all'associazione. È stata richiamata la regola che impedisce catene di presunzioni (praesumptio de praesumpto) e il principio secondo cui il corriere non è automaticamente associato. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Palermo per un nuovo giudizio; le ulteriori censure non sono state delibate in ragione dell'accoglimento del primo motivo.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74, comma 2

    Lo svolgimento dell'attività di 'corriere' non costituisce automaticamente prova della partecipazione all'associazione; è necessaria la prova della consapevolezza dell'esistenza del sodalizio e della volontà di aderirvi stabilmente (affectio societatis).

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    Norma che disciplina i delitti connessi agli stupefacenti: la mera partecipazione al singolo reato di traffico non equivale necessariamente alla partecipazione ad un'associazione finalizzata al narcotraffico.

  • Codice di procedura penale, art. 192, comma 2

    Richiama il requisito della precisione e certezza dell'indizio nella prova indiziaria: ogni indizio deve corrispondere a un fatto certo, non a mere congetture.

  • Codice di procedura penale, artt. 274 e 275

    Norme relative alle misure cautelari: il giudice deve valutare l'attualità delle esigenze cautelari, l'adeguatezza e la proporzionalità della misura rispetto alla situazione concreta.

  • Codice di procedura penale, art. 309, comma 7

    Disciplina la competenza a riesaminare e la possibilità di rinvio per nuovo giudizio: il provvedimento è stato annullato e rinviato al Tribunale di Palermo ai sensi di questa disposizione.

  • Giurisprudenza di legittimità (principi richiamati)

    Principi consolidati citati: distinzione tra associazione e concorso di persone nel reato (accordo stabile vs accordo occasionale), divieto della doppia presunzione (praesumptio de praesumpto) e affermazione che l'attività di corriere non prova di per sé l'affiliazione al sodalizio.

Massime di principio

  • Il ruolo di corriere, anche ripetuto e con carichi rilevanti, non prova automaticamente la partecipazione ad un'associazione per delinquere: è necessaria la prova della consapevolezza dell'esistenza di un sodalizio e della volontaria adesione stabile (affectio societatis).
  • Nella valutazione degli indizi il giudice non può fondare la decisione su catene di presunzioni: ogni passaggio probatorio deve poggiare su un fatto certo e non su deduzioni successive non autonome.
  • La differenza tra associazione e concorso di persone nel reato sta nella stabilità e nell'ulteriore programma criminoso: contatti occasionali e rapporti limitati a singole forniture orientano verso il concorso piuttosto che verso l'associazione.
  • La misura cautelare deve essere motivata anche rispetto all'attualità delle esigenze cautelari e alla proporzionalità: precedenti isolati e inserimento in una vita sociale/lavorativa regolare possono assumere rilievo nella valutazione della sussistenza delle esigenze cautelari.
  • Se il giudice di merito non approfondisce punti decisivi indicati dalla difesa (consapevolezza, ruolo stabile, relazioni con altri partecipi), la decisione cautelare può essere annullata e rinviata per nuovo esame.

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