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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28129/2021 del 14/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti agirono per ottenere la risoluzione di un contratto di comodato precario relativo a un'area di loro proprietà destinata al parcheggio, chiedendo il rilascio dell'area. In primo grado il Tribunale accolse la domanda; la Corte d'Appello riformò ritenendo che il diritto di parcheggio fosse trasferito con l'atto di compravendita del 27/10/2005 e costituisse un diritto reale di uso, escludendo quindi il comodato. In Cassazione il ricorso fu dichiarato improcedibile per presunta inesistenza della necessaria attestazione di conformità della copia cartacea della sentenza notificata via PEC e per tardività della notificazione. Le ricorrenti proposero ricorso per revocazione ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., deducendo un errore di fatto: la sentenza di appello non era stata notificata via PEC e non era stata depositata la copia che la Corte aveva ritenuto esistente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per revocazione, ritenendo che sussistesse l'errore di fatto sulla presunta notifica via PEC e sull'esistenza dell'attestazione di conformità, e pertanto ha revocato l'ordinanza n. 30599/2018. Procedendo poi al giudizio di merito in sede rescissoria sulla originaria impugnazione, la Corte ha respinto i motivi di cassazione proposti dalle ricorrenti (rigetto del ricorso per cassazione). Spese integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    Consente la revocazione delle decisioni della Corte di Cassazione per errore di fatto; la Corte ha ritenuto applicabile il rimedio e che il ricorso contenesse l'esposizione dei fatti necessari per valutare l'errore revocatorio.

  • art. 395 n. 4) c.p.c.

    Richiamato come causa di errore idonea a fondare la revocazione; la dedotta 'errata supposizione' della Corte è stata qualificata come errore di fatto rientrante nella previsione.

  • art. 366, n. 3 c.p.c.

    Imposizione di esposizione dei fatti rilevanti nel ricorso; la Corte ha ritenuto che la domanda di revocazione avesse fornito adeguata illustrazione dei fatti necessari.

  • art. 398, comma secondo c.p.c.

    Prescrive l'indicazione del motivo della revocazione; la Corte ha valutato che il requisito fosse rispettato.

  • art. 325 c.p.c.

    Riferito al termine breve di impugnazione; la Corte ha chiarito che l'errata valutazione della data di notifica aveva indotto un errore sulla tardività che non sussisteva rispetto alla data di pubblicazione.

  • art. 23, comma 8-bis D.L. n. 137/2020 conv. L. n. 176/2020

    Norma procedurale richiamata per il deposito di conclusioni in camera di consiglio in mancanza di discussione orale; il procedimento si è svolto in camera di consiglio ai sensi della disposizione emergenziale.

  • art. 434 c.p.c.

    Richiamato nelle censure sulla presunta nullità della sentenza di appello per vizio di motivazione e per aver deciso oltre le questioni dedotte; la Corte ha ritenuto infondate tali doglianze perché la sentenza ha deciso entro i limiti del petitum e sulle ragioni rilevanti.

  • art. 112 e 113 c.p.c.

    Richiami invocati in ordine al dovere del giudice di decidere entro i limiti delle domande e sulle questioni sollevate; la Corte ha ritenuto che non vi fosse ultrapetizione, essendo la decisione fondata sull'esegesi dell'atto notarile relativo al petitum.

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 e n. 4

    Norme che disciplinano i motivi di cassazione (vizi di motivazione e violazione di norme di diritto); sono stati considerati nei motivi di cassazione ma dichiarati inammissibili o infondati per mancanza di decisività.

  • art. 1021, 978, 1418, 1346 c.c.

    Richiamati nel terzo motivo relativo alla presunta indeterminatezza dell'oggetto del diritto di uso (posto auto) e alla nullità della clausola; la Corte ha ritenuto il motivo inammissibile perché la questione non era decisiva rispetto alla decisione del merito (rigetto del comodato sulla base dell'atto notarile).

  • art. 41-sexies l. n. 1150/1942

    Citato dalla Corte d'Appello quale parametro giurisprudenziale per qualificare il diritto di parcheggio come diritto reale di uso; la Cassazione ha ritenuto che l'eventuale qualificazione come diritto reale fosse una argomentazione aggiuntiva non decisiva per il rigetto della domanda di comodato.

Massime di principio

  • Il ricorso per revocazione ex art. 391-bis c.p.c. è ammissibile quando sussiste un errore di fatto della Corte di Cassazione che possa essere dimostrato con l'esposizione dei fatti rilevanti; non è richiesta la riproposizione dei motivi del precedente ricorso, ma devono essere indicati i fatti necessari a valutare l'errore.
  • La mancata attestazione di conformità di una copia cartacea della sentenza ricevuta via PEC può rendere improcedibile un ricorso per cassazione, ma se la Corte ha errato nell'accertare l'esistenza di tale copia o della notifica, tale errore può essere revocato.
  • Il termine per proporre il ricorso per cassazione va valutato con attenzione rispetto alla data effettiva di pubblicazione o notificazione della decisione impugnata; errori su tale data possono incidere sulla valutazione di tardività.
  • In tema di diritti reali o di godimento su aree e posti auto, il giudice può qualificare il rapporto (es. comodato vs. diritto reale d'uso) sulla base dell'atto notarile e della documentazione; una qualificazione 'aggiuntiva' non decisiva non impedisce alle parti di promuovere azioni diverse basate su titoli differenti.
  • Le censure di nullità o di ultrapetizione richiedono che il vizio censurato sia decisivo per la decisione: se la Corte decide il merito entro il petitum (esaminando l'atto che forma il titolo), le eccezioni formali che non incidono sulla decisione principale possono essere rigettate.

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