Cassazione Civile, Sentenza n. 378/2022 del 10/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La controversia riguarda la debenza, per l'anno 2008, del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) richiesto dalla Provincia con riferimento agli attraversamenti realizzati mediante i cosiddetti "pontoni autostradali" che, per proiezione, incidono sulla strada provinciale sottostante. Autostrade per l'Italia contestava l'esazione sostenendo che l'autostrada e i pontoni appartenevano al demanio statale e che l'occupazione era riconducibile allo Stato (o all'ANAS in quanto ente statale), soggetti esenti ai sensi del regolamento comunale/provinciale; la Provincia sosteneva invece che, essendo la società concessionaria ad eseguire la costruzione e la gestione economica e funzionale dell'opera, l'occupazione era ascrivibile alla concessionaria e pertanto soggetta al COSAP, anche in assenza di titolo concessorio rilasciato dalla Provincia
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Autostrade per l'Italia. Ha confermato che il COSAP è dovuto quando l'occupazione è esercitata dalla concessionaria che gestisce economicamente e funzionalmente l'opera, anche se l'infrastruttura è di proprietà statale. Ha precisato che l'esenzione prevista dal regolamento provinciale opera solo se l'occupazione è direttamente ascrivibile allo Stato o ad altro ente pubblico; non si estende alla società concessionaria che realizza e gestisce l'opera. La Corte ha ritenuto che l'uso dei pontoni costituisca occupazione (anche per proiezione) suscettibile di soggiacere al canone, e che l'assenza di titolo concessorio rilasciato dalla Provincia integri l'occupazione abusiva. Esito: rigetto del ricorso; condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore della Provincia di Teramo (euro 3.000,00 oltre euro 200,00 per esborsi, generali 15% e accessori di legge) e obbligo del versamento dell'ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13, comma 1 quater del d.P.R. n.115/2002
Norme richiamate
art. 63 d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446
i comuni e le province possono, con regolamento adottato a norma dell'art. 52, escludere l'applicazione, nel proprio territorio, della tassa per occupazione di spazi ed aree pubbliche, di cui al capo 2^ del d.lgs. 15 novembre 1993, n.507. I comuni e le province possono, con regolamento adottato a norma dell'art. 52, prevedere che l'occupazione, sia permanente che temporanea, di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile, comprese le aree destinate a mercati anche attrezzati, sia assoggetta in sostituzione della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, al pagamento di un canone da parte del titolare della concessione, determinato nel medesimo atto di concessione in base a tariffa cosap
Attribuisce a comuni e province la facoltà di disciplinare il COSAP e di sostituirlo alla tassa; il presupposto del canone è l'occupazione del suolo pubblico, comprensiva di occupazioni soprastanti e sottostanti
art. 38 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
1. Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province. 2. Sono, parimenti, soggette alla tassa le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico, di cui al comma 1, con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile, nonché le occupazioni sottostanti il suolo medesimo, comprese quelle poste in essere con condutture ed impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa
Definisce il perimetro delle occupazioni soggette a tributi o canoni e include occupazioni soprastanti e sottostanti, giustificando l'applicazione anche alle strutture autostradali sovrastanti strada provinciale
art. 39 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
1. La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all'uso pubblico nell'ambito del rispettivo territorio
Indica che l'obbligazione ricade sul titolare della concessione o, in mancanza, sull'occupante di fatto; principio esteso dal Collegio anche al COSAP
art. 30 del regolamento COSAP della Provincia di Teramo
sono esenti le occupazioni effettuate dalla Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi
L'esenzione opera solo se l'occupazione è direttamente ascrivibile agli enti pubblici indicati; non si applica quando l'occupazione è svolta dalla società concessionaria
Richiamato dalla ricorrente per sostenere la appartenenza delle strade e autostrade al demanio statale; la Corte ha ritenuto tale questione non decisiva ai fini dell'obbligo COSAP quando la gestione è esercitata dalla concessionaria
Richiamato dalla ricorrente per l'individuazione della rete autostradale nazionale; la Corte ha considerato marginale l'accertamento della titolarità proprietaria a fronte della valutazione sulla effettiva gestione e occupazione da parte della concessionaria
Massime di principio
- Il COSAP può essere applicato anche quando l'opera sovrastante appartiene al demanio statale: rileva chi esercita materialmente l'occupazione (la gestione economica e funzionale), non la sola titolarità proprietaria
- L'esenzione per Stato, regioni, province e comuni opera solo se l'occupazione è direttamente imputabile a tali enti; non si estende alla società concessionaria che realizza e gestisce l'opera pubblica
- Il presupposto del COSAP comprende occupazioni soprastanti e sottostanti e si può ragionevolmente quantificare in base alla proiezione dell'opera sul suolo sottostante (viadotti, pontoni, ecc.)
- Non è indispensabile un titolo formale rilasciato dall'ente locale: l'occupazione di fatto esercitata dalla concessionaria integra il presupposto per l'applicazione del canone, configurandosi come occupazione abusiva in assenza di titolo locale
- In contenziosi simili è decisivo dimostrare che l'occupazione è direttamente attribuibile allo Stato o all'ente esentato; l'onere probatorio grava sul soggetto che invoca l'esenzione
- La prova della proprietà demaniale dell'infrastruttura è importante ma non risolutiva: la valutazione si concentra sull'effettiva disponibilità e gestione dell'opera nel periodo considerato
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