Cassazione Civile, Sentenza n. 365/2022 del 10/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla legittimità dell'applicazione del COSAP da parte della Provincia per l'occupazione, per proiezione, dello spazio sovrastante una strada provinciale da parte di un viadotto/pontone autostradale gestito dalla società concessionaria. La ricorrente contestava l'obbligo di pagamento sostenendo, in sostanza, che l'opera appartenesse al demanio statale e/o che spettasse un'esenzione; la Provincia sosteneva che la società, in quanto concessionaria che gestiva economicamente e funzionalmente l'opera senza titolo rilasciato dalla Provincia, realizzava un'occupazione (anche abusiva) soggetta a COSAP.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il COSAP sia dovuto in quanto corrispettivo per l'uso esclusivo o speciale di suolo pubblico anche quando l'occupazione derivi da una concessione rilasciata da altro ente (ANAS) e in mancanza di titolo concessorio provinciale costituisca occupazione abusiva. L'esenzione prevista dal regolamento provinciale (art.30) opera solo quando l'occupazione sia direttamente ascrivibile allo Stato, alle regioni, alle province o ai comuni, non quando l'occupazione sia realizzata da una società concessionaria. La proprietà statale dell'infrastruttura non esclude l'obbligo della società concessionaria di corrispondere il canone alla Provincia per l'occupazione del sottostante suolo provinciale. Ricorrente condannata a rifondere le spese processuali (e ad ulteriore contributo unificato secondo art.13 d.P.R. 115/2002 come modificato).
Norme richiamate
d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 63
"i comuni e le province possono, con regolamento adottato a norma dell'art. 52, escludere l'applicazione, nel proprio territorio, della tassa per occupazione di spazi ed aree pubbliche... prevedere che l'occupazione... sia assoggetta in sostituzione della tassa... al pagamento di un canone da parte del titolare della concessione, determinato nel medesimo atto di concessione in base a tariffa cosap"
Attribuisce a comuni e province la facoltà di sostituire la TOSAP con un canone COSAP e di disciplinare le esenzioni e le modalità con regolamento; legittima l'applicazione del canone anche per occupazioni derivanti da concessioni reali o presunte
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (TOSAP), artt. 38, 39, 49
Principi sul presupposto impositivo della TOSAP: l'imposta grava sulle occupazioni che comportano effettiva sottrazione all'uso pubblico; la giurisprudenza ha distinto TOSAP (tributo) e COSAP (corrispettivo) ma il criterio dell'occupazione materiale è rilevante anche per l'individuazione del presupposto applicativo
Regolamento COSAP della Provincia di Teramo, art. 30
"sono esenti le occupazioni effettuate dalla Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi"
Prevede un'esenzione dalle occupazioni per gli enti pubblici, ma l'esenzione richiede che l'occupazione sia direttamente ascrivibile all'ente pubblico; non opera quando l'occupazione è effettuata dalla società concessionaria
Cass. civ. sent. n. 16395/2021
Affermato che il COSAP è corrispettivo di una concessione reale o presunta e che è dovuto rispetto all'uso esclusivo o speciale del bene pubblico, anche in assenza di formale titolo quando sussiste un'occupazione di fatto; inoltre l'esenzione non copre l'attività della concessionaria che gestisce economicamente l'opera
Cass. civ. sent. n. 12167/2003 e Cass. n. 28341/2019
Giurisprudenza richiamata per i principi secondo cui il soggetto obbligato al pagamento è chi effettua l'occupazione (titolato o di fatto) e per l'estensione del concetto di occupazione anche ad opere che impediscono l'uso del suolo sottostante (es. viadotti)
Massime di principio
- Il COSAP va interpretato come corrispettivo per l'utilizzo esclusivo o speciale del suolo pubblico: è dovuto dall'effettivo occupante, anche se la titolarità formale dell'infrastruttura è dello Stato o di altro ente
- L'esenzione prevista per Stato/Regioni/Province/Comuni opera solo quando l'occupazione è direttamente imputabile a questi enti; non si estende automaticamente alle società concessionarie che costruiscono o gestiscono l'opera
- La mancanza di un titolo concessorio rilasciato dall'ente territoriale competente può configurare occupazione abusiva soggetta a COSAP anche se esiste una concessione rilasciata da altro ente (es. ANAS)
- In caso di contestazione, il soggetto che invoca l'esenzione deve fornire la prova che l'occupazione sia direttamente ascrivibile all'ente pubblico esentante; la semplice appartenenza dell'opera al demanio statale non è di per sé decisiva
- Per opere sovrastanti (viadotti, pontoni) è rilevante l'effetto sull'utilizzo del suolo sottostante: se la struttura impedisce l'uso normale del suolo, sussiste il presupposto per la tassazione o per il canone
- Nelle controversie preventive, valutare distintamente la natura giuridica dell'onere (tributo TOSAP vs canone COSAP) perché hanno presupposti e criteri di applicazione differenti
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