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Sentenza

Sentenza del 11/06/2019 n. 6879 - Comm. Trib. Prov. Napoli

Imposte sui redditi - Artt. 36 bis Dpr 600/73, 54 bis DPR 633/72 - Emendabilità dichiarazione dei redditi- Sino alla fase contenziosa - Condizioni di ammissibilità - Fondamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente ha contestato l'impossibilità di correggere, anche in sede contenziosa, errori di fatto o di diritto commessi nella dichiarazione dei redditi e rilevanti ai fini delle imposte sui redditi o dell'IVA. La questione riguardava in particolare gli effetti dei controlli automatizzati disciplinati dagli artt. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972, sostenendo che la dichiarazione potesse essere emendata quando avesse determinato un assoggettamento a imposte o oneri superiori a quelli previsti dalla legge.

La decisione

È stato affermato che il contribuente può emendare la dichiarazione per correggere errori di fatto o di diritto, anche non direttamente rilevabili dalla dichiarazione, quando tali errori abbiano comportato un carico tributario maggiore di quello legalmente dovuto. La correzione è ammessa fino a quando non si sia esaurito il rapporto tributario per decorso del tempo o per intervenute decadenze e, in assenza di tali preclusioni, può essere fatta valere anche dopo l'emissione dell'atto impositivo e nel processo tributario. Il contribuente può quindi provare in giudizio gli errori dichiarativi, poiché la dichiarazione dei redditi è qualificata come atto non negoziale e non dispositivo, consistendo in una mera esternazione di scienza e di giudizio.

Norme richiamate

  • Art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973

    Disciplina il controllo automatizzato delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi. La disposizione non impedisce al contribuente di far valere, nei limiti temporali e processuali applicabili, errori dichiarativi che abbiano determinato un'imposizione superiore a quella dovuta.

  • Art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972

    Disciplina il controllo automatizzato delle dichiarazioni IVA. Anche in tale ambito, la possibilità di correggere errori che abbiano prodotto un maggiore onere tributario deve essere coordinata con il principio di effettiva debenza dell'imposta e con le decadenze previste dalla legge.

Massime di principio

  • Una dichiarazione fiscale errata non vincola definitivamente il contribuente quando l'errore, di fatto o di diritto, comporta il pagamento di imposte superiori a quelle previste dalla legge.
  • La correzione può essere fatta valere anche nel processo tributario, persino dopo l'emissione di un atto impositivo, purché il rapporto tributario non sia ormai esaurito e non siano maturate decadenze o altre preclusioni.
  • La dichiarazione fiscale ha natura di dichiarazione di scienza e giudizio, non di negozio giuridico: pertanto, l'errore dichiarativo non equivale necessariamente a una scelta irrevocabile del contribuente.
  • La possibilità di emendare la dichiarazione non elimina l'onere di provare concretamente l'errore, la sua rilevanza e l'effettivo maggior onere tributario subito.
  • La regola opera soprattutto a favore del contribuente per ridurre un'imposizione indebita; restano comunque applicabili i termini di decadenza, prescrizione e le specifiche regole processuali.

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