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Sentenza

Sentenza del 11/06/2019 n. 401 - Comm. Trib. Reg. per la Sardegna

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Sassari, che aveva annullato il recupero a tassazione di euro 10.000,00 relativo a costi dedotti dalla società nell'esercizio 2003 e contabilizzati nel conto "fatture da ricevere". Secondo l'Ufficio, la documentazione prodotta dalla società, costituita da prospetti di dettaglio, contratto e fattura pro forma, non era sufficiente, poiché la relativa posizione contabile non era stata chiusa entro un periodo ragionevole con l'emissione di una fattura regolare. La società sosteneva invece che i costi fossero correttamente documentati e imputati all'esercizio di competenza.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate, riformato la sentenza di primo grado, rigettato il ricorso introduttivo della società e confermato l'avviso di accertamento. Ha ritenuto legittimo il recupero a tassazione dei 10.000 euro, poiché il conto "fatture da ricevere" aveva natura transitoria e non poteva rimanere aperto indefinitamente. La società non aveva dimostrato né in sede amministrativa né in giudizio l'effettivo ricevimento delle fatture relative ai costi dedotti. Le spese di giudizio, liquidate in euro 2.300,00, sono state poste a carico della società in favore dell'Agenzia delle Entrate.

Norme richiamate

  • Art. 39, comma 1, lettera d), D.P.R. n. 600/1973

    L'Ufficio può ritenere il costo come non documentato, salvo prova contraria a carico del contribuente.

    La norma è stata applicata per legittimare il recupero a tassazione di un costo ritenuto privo di adeguata documentazione e non sufficientemente certo, sulla base di elementi contabili anomali. Spetta al contribuente fornire la prova contraria dell'effettiva esistenza, inerenza e documentazione del costo.

  • Art. 15, D.Lgs. n. 546/1992

    La condanna alle spese segue la soccombenza nel giudizio.

    La parte risultata soccombente, in questo caso la società contribuente, è stata condannata al pagamento delle spese processuali in favore dell'Agenzia delle Entrate.

  • Art. 34, D.Lgs. n. 546/1992

    Discussione della controversia in pubblica udienza su istanza di parte.

    La disposizione disciplina la trattazione in pubblica udienza della controversia tributaria, modalità applicata nel giudizio descritto.

Massime di principio

  • Il conto "fatture da ricevere" ha natura transitoria: può essere utilizzato per imputare correttamente un costo all'esercizio di competenza, ma non può restare aperto indefinitamente senza una successiva regolarizzazione documentale.
  • Quando una fattura non è disponibile alla chiusura dell'esercizio, il contribuente deve poter dimostrare concretamente l'esistenza, l'inerenza, l'ammontare e la competenza del costo mediante documentazione attendibile e coerente.
  • La permanenza prolungata di importi nel conto "fatture da ricevere", senza emissione o ricevimento della fattura e senza adeguate spiegazioni, costituisce un'anomalia contabile che può giustificare il recupero a tassazione.
  • Prospetti interni, contratti e fatture pro forma possono non essere sufficienti, da soli, a provare la certezza del costo se manca una fattura definitiva o altra documentazione oggettiva idonea.
  • In presenza di una contestazione dell'Ufficio, l'onere della prova contraria ricade sul contribuente, che deve dimostrare l'effettività e la corretta imputazione temporale del costo.
  • Per prevenire contestazioni, è opportuno verificare periodicamente il conto "fatture da ricevere", sollecitare i fornitori, registrare tempestivamente le fatture ricevute e documentare le ragioni di eventuali poste ancora aperte.

Testo integrale

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