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Cassazione Penale, Ordinanza n. 41384/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Lecce, deducendo censure che la Corte di legittimità qualifica come generiche e in larga parte reiterative di questioni di fatto già esaminate nei gradi di merito. In particolare, il ricorrente contestava la sussistenza del reato di resistenza a pubblico ufficiale ex art. 337 c.p., sostenendo il difetto del compimento di un atto d'ufficio e l'assenza di altre persone al momento del fatto. Con un ulteriore motivo, relativo all'oltraggio a pubblico ufficiale ex art. 341-bis c.p., il ricorrente lamentava profili che la Corte reputa manifestamente infondati, perché l'integrazione del reato non richiede che le espressioni offensive siano effettivamente udite dai presenti, essendo sufficiente la loro potenziale udibilità. Infine, veniva censurato il diniego delle circostanze attenuanti generiche, ma anche su questo punto la Corte rileva genericità del motivo, poiché la sentenza di appello aveva già motivato in modo congruo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto generici i motivi perché riproducevano questioni di fatto già valutate in merito, e ha giudicato manifestamente infondato il motivo relativo all'oltraggio a pubblico ufficiale, richiamando il principio secondo cui è sufficiente la potenziale udibilità delle espressioni offensive. Quanto alle attenuanti generiche, ha osservato che la Corte di appello aveva fornito una motivazione congrua. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    richiamato come norma incriminatrice oggetto di censura; la Corte rileva che le doglianze difensive riproponevano questioni di fatto già decise, in particolare sul compimento dell'atto d'ufficio e sulla presenza di altre persone.

  • art. 341-bis c.p.

    norma incriminatrice dell'oltraggio a pubblico ufficiale; la Corte afferma che il reato è integrato anche quando le espressioni offensive non siano effettivamente udite dai presenti, essendo sufficiente la loro potenziale udibilità.

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili i motivi di ricorso che si limitano a riproporre in modo generico questioni di fatto già esaminate e motivate dai giudici di merito, senza confrontarsi specificamente con la sentenza impugnata.
  • Ai fini dell'oltraggio a pubblico ufficiale, non è necessario che le espressioni offensive siano effettivamente udite dai presenti: è sufficiente che siano potenzialmente udibili, poiché tale potenzialità è idonea a incidere sull'agire del pubblico ufficiale e a determinare l'offesa richiesta dalla norma.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è insindacabile in cassazione quando la decisione di merito sia sorretta da motivazione congrua e non meramente apparente; censure prive di specificità sono inammissibili.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta automaticamente, ex art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale

Testo integrale

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