Cassazione Penale, Sentenza n. 22956/2023 del 25/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che aveva annullato il decreto del GIP (19/07/2022) di sequestro preventivo, diretto e per equivalente, del profitto del reato di truffa (art. 640 c. p.) fino a euro 1.292,00. Il Procuratore censurava la motivazione come illogica e contraddittoria e denunciava l'omesso esame di elementi ritenuti decisivi (quattro note della Segretaria Generale del Comune di Casal di Principe, chat e conversazioni intercettate/estratte, e i cartellini di presenza che dimostrerebbero corresponsioni indebite e sistematiche di ore di integrazione). Sosteneva che la presunta disorganizzazione comunale fosse, in realtà, il 'cappello' di un sistema truffaldino volto a favorire lavoratori socialmente utili.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro preventivo sia ammissibile solo per violazione di legge; non è ammesso un sindacato di merito sulla valutazione della gravità indiziaria salvo i casi di assoluta mancanza o mera apparenza della motivazione. Dopo aver richiamato la giurisprudenza di legittimità e costituzionale sul diverso regime delle misure reali rispetto a quelle personali e sull'obbligo del giudice di riesame di valutare la compatibilità degli elementi con la fattispecie, la Corte ha ritenuto che l'ordinanza impugnata contenesse una motivazione adeguata e non soffrisse di vizi tali da configurare l'assenza di motivazione. Inoltre la censura proposta dal Procuratore era diretta in sostanza a ottenere una diversa valutazione in fatto degli elementi probatori (merito), non una vera e propria violazione di legge; inoltre il ricorrente non ha dimostrato l'adempimento degli oneri di cui all'art. 325 c.p.p. circa l'indicazione e la prova dell'omesso esame di punti decisivi. Pertanto il ricorso è stato respinto e l'ordinanza che aveva annullato il sequestro è rimasta efficace.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020 (conv. L. 176/2020) e successive modifiche
Riferimento formale alla disciplina sul trattamento del procedimento con contraddittorio scritto; citata per spiegare la modalità di trattazione del ricorso.
Norma che disciplina l'istanza di riesame, in base alla quale era stato proposto il riesame che ha portato all'annullamento del decreto di sequestro.
Norma richiamata in relazione alla misura del sequestro preventivo diretto e per equivalente del profitto del reato di truffa.
Fattispecie contestata (truffa); la compatibilità degli elementi con questa fattispecie è stata centrale nella valutazione del fumus commissi delicti.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato liminalmente per i limiti nella esposizione del motivo e nella motivazione resa ai fini della decisione.
art. 606, comma 1, lettera e) cod. proc. pen.
Norma sul motivo di ricorso in Cassazione relativo alla illogicità manifesta della motivazione; la Corte ne delimita l'applicabilità nel campo delle misure reali.
Richiamato per evidenziare la diversa disciplina tra misure cautelari personali e misure cautelari reali e la non estensibilità delle condizioni relative alle cautele personali alle reali.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che impone al ricorrente di indicare l'omesso esame di punti decisivi e di allegare/provare l'esistenza e l'acquisizione degli elementi censurati davanti al giudice del riesame; la Corte rileva che il Procuratore non ha dimostrato l'adempimento di tali obblighi.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione e Corte Costituzionale (n. 4/1993 Gifuni; n. 7/2000 Mariano; Sez. U n. 18954/2016 Capasso; ordinanza Corte Cost. n. 153/2007; precedenti citati nella motivazione)
Richiami giurisprudenziali usati per delineare i limiti del controllo di legittimità sulle misure reali: il giudice del riesame deve verificare la compatibilità astratta e la congruità degli elementi con la fattispecie, ma non può anticipare la decisione di merito; tuttavia la motivazione non può essere meramente apparente.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge e non per semplice dissenso sulla valutazione delle prove: bisogna dimostrare un vizio giuridico o una totale carenza di motivazione.
- Nelle misure cautelari reali il giudice deve verificare la compatibilità e la congruità degli elementi con la fattispecie ipotizzata (fumus), ma senza sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della gravità indiziaria.
- Per contestare l'omesso esame di elementi decisivi è necessario rispettare l'onere previsto dall'art. 325 c.p.p.: indicare l'elemento, dimostrare che è presente negli atti trasmessi al riesame e spiegare la sua natura decisiva rispetto alla cognizione limitata del giudice del riesame.
- Una motivazione ritenuta coerente e sufficientemente analitica dal giudice, anche se contestata dall'accusa, difficilmente determina l'ammissione del ricorso in Cassazione se la censura è sostanzialmente di merito.
- In procedimenti complessi con molteplici atti (note interne, chat, cartellini), è essenziale documentare in modo chiaro in quale modo ciascun elemento incida sul fumus del reato e che tali elementi siano stati materialmente a disposizione del giudice che ha deciso il riesame.
- Se si vuole impugnare un annullamento di sequestro, è strategico focalizzarsi su specifiche violazioni di diritto o su carenze formali/di motivazione radicali, più che su una ricostruzione alternativa dei fatti senza prova della loro mancata considerazione.
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