Cassazione Penale, Sentenza n. 2491/2025 del 21/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Santoro impugna la conferma della condanna per ricettazione di un ciclomotore rubato nel 2005, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione. Il nodo probatorio riguarda la data di commissione: il perito ha fornito un intervallo temporale incerto (l'inizio del fenomeno corrosivo tra una settimana e un anno prima dell'accertamento del 31/05/2014). La Corte d'appello ha ritenuto il fatto commesso in momento immediatamente anteriore all'accertamento, evitando così la prescrizione; la difesa contesta questa scelta come illogica e in contrasto con il principio del favor rei, sostenendo che, a fronte dell'incertezza peritale, si sarebbe dovuto retrodatare l'acquisto fino a un anno prima (maggio 2013), con conseguente prescrizione del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato per manifesta illogicità della motivazione sulla questione della prescrizione. Ha richiamato il principio del favor rei e rilevato che l'incertezza peritale non era stata superata da deduzioni logiche adeguate. Poiché il perito aveva indicato un intervallo che poteva collocare l'acquisto anche fino a un anno prima dell'accertamento (periodo utile per far maturare la prescrizione decennale), la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha dichiarato il reato estinto per prescrizione.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen. lett. b ed e
Usato per inquadrare i motivi di ricorso (violazione di legge e vizio di motivazione). La Corte ha ritenuto fondato il motivo per vizio di motivazione (lett. e) e per violazione di legge nella determinazione del dies a quo della prescrizione.
La norma relativa alla determinazione del momento di consumazione/commissione del reato è stata richiamata dalla difesa come erroneamente applicata dal giudice di merito nella datazione dell'impossessamento del bene; la Corte ha valutato che l'applicazione non fosse adeguatamente motivata.
artt. 610, comma 5, e 611, comma 1-bis e seguenti cod. proc. pen.
Richiamati in relazione alla trattazione del ricorso in camera di consiglio senza discussione orale, secondo le norme procedurali citate.
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 7245 del 12/01/2024 (Gueye Cheikh)
Richiamato per il principio che il favor rei, nella determinazione del dies a quo per la prescrizione, può essere superato solo se l'incertezza sia eliminata da analisi del fatto o deduzioni logiche; in assenza di ciò, va operata la scelta favorevole all'imputato.
Massime di principio
- Se un accertamento tecnico fornisce un intervallo temporale (es. da 1 settimana a 1 anno prima dell'accertamento) e tale intervallo contiene date che determinano esiti diversi sulla prescrizione, deve essere applicato il principio del favor rei: in mancanza di elementi logici o probatori che eliminino l'incertezza, la datazione favorevole all'imputato prevale.
- Il giudice di merito, quando sceglie la data più sfavorevole all'imputato nonostante un'incertezza tecnica, deve fornire motivazioni logiche e specifiche che giustifichino il superamento del favor rei; altrimenti la motivazione è viziata e può determinare l'annullamento per vizio di motivazione.
- La parte che sostiene la non prescrizione (di solito l'accusa) ha l'onere di fornire elementi che rendano la data di commissione sufficientemente determinata; il mero affidamento a una scelta arbitraria della data più prossima non è sufficiente.
- Quando la prescrizione risulta incerta per elementi tecnici non risolvibili mediante deduzioni logiche, la corte di legittimità può annullare senza rinvio e dichiarare l'estinzione del reato se la soluzione più favorevole all'imputato determina la prescrizione.
- In presenza di perizia con ampia forbice temporale, è opportuno valutare se sia possibile integrare l'accertamento tecnico con ulteriori mezzi di prova prima di fissare il dies a quo; in assenza di tali approfondimenti la scelta deve favorire l'imputato.
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