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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31573/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Firenze che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento (artt. 337 e 635 c.p.), con quattro motivi: 1) carenza di motivazione (art. 275, co. 2‑bis c.p.p.) rispetto alla prognosi di pena e all'eventualità di riti alternativi; 2) omissione nell'esporre perché non fossero idonee misure meno afflittive (art. 292, co. 2, lett. c)-bis e art. 275, co. 3‑bis c.p.p.), in particolare arresti domiciliari con braccialetto elettronico; 3) manifesta illogicità/tautologia della motivazione sulle esigenze cautelari; 4) carenza di motivazione in ordine al pericolo di reiterazione (art. 274, lett. c) c.p.p.), essendo la decisione fondata soltanto su precedenti e pendenze.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata conteneva motivazione adeguata e congruente: ha ricostruito una gravissima condotta (fuga dopo tentato furto di un bancomat, inseguimento di circa 27 km a velocità fino a 200 km/h, lancio di chiodi e fumogeni, danneggiamento dei mezzi) indicativa di un modus operandi professionale, valutata unitamente ai precedenti penali e a pendenze per reati gravi, che ha giustificato il fondato rischio di reiterazione. Per tali ragioni la Corte ha escluso l'idoneità degli arresti domiciliari anche con presidi elettronici (misura dipendente dalla collaborazione dell'imputato). I primi tre motivi sono stati ritenuti aspecifici o generici; l'ultimo è stato dichiarato manifestamente infondato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La Corte di legittimità controlla la motivazione delle misure cautelari solo se è priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità; contestazioni che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
  • Per confermare la custodia cautelare è sufficiente una motivazione che mostri, con elementi concreti (gravità della condotta, modus operandi, precedenti, pendenze, assenza di stabile attività lavorativa), il fondato pericolo di reiterazione; fatti di particolare pericolosità (es. inseguimenti ad alta velocità, lancio di strumenti per danneggiare forze dell'ordine) rafforzano questa valutazione.
  • La mera prospettazione astratta di riti alternativi o dei limiti edittali non è idonea a dimostrare che la prognosi di pena sia errata; per contestare efficacemente la motivazione occorre evidenziare incoerenze logiche specifiche o violazioni normative puntuali.
  • Per ottenere misure meno afflittive (arresti domiciliari o braccialetto elettronico) il ricorrente deve fornire elementi concreti che dimostrino l'effettiva idoneità di tali presidi a impedire la reiterazione, ovvero circostanze che smentiscano la valutazione prognostica del giudice.
  • In sede di Cassazione è necessario formulare censure specifiche (violazioni di legge o manifesta illogicità) e non generiche richieste di rivalutazione del materiale probatorio; altrimenti il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile.

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