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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31411/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Bologna che li aveva confermati colpevoli del reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.). Nel ricorso in Cassazione sono stati proposti plurimi motivi di censura che non apparivano manifestamente infondati. Tuttavia, alla data della decisione in Cassazione era decorso il termine prescrizionale rispetto al reato commesso il 23 maggio 2014; pertanto il giudice di legittimità ha rilevato d'ufficio l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 129 c.p.p. Non essendovi elementi per pronunciare un proscioglimento con formula piu favorevole (art. 129, comma 2 c.p.p.), poiché l'accoglimento dei vizi denunciati avrebbe comportato un rinvio al giudice di merito, il quale è precluso dall'intervenuta prescrizione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Ha ritenuto ammissibile il ricorso quanto basta per poter rilevare d'ufficio la prescrizione maturata dopo la sentenza di appello (richiamando la giurisprudenza di legittimità), e ha escluso la possibilità di proscioglimento con formula piu favorevole in quanto l'eventuale accoglimento dei vizi richiedeva il rinvio al giudice di merito, impedito dall'estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 494 cod. pen.

    Norma che punisce la sostituzione di persona; la sentenza impugnata aveva riconosciuto la responsabilità degli imputati per tale fattispecie.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Consente al giudice d'impugnazione di rilevare d'ufficio la prescrizione maturata dopo la sentenza di appello e disciplina l'ipotesi di estinzione del reato; inoltre prevede la possibilità, in casi specifici, di proscioglimento con formula più favorevole, ma qui tale rimedio non è stato ritenuto applicabile perché l'accertamento dei vizi richiedeva il rinvio al giudice di merito, precluso dalla prescrizione.

  • Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci)

    Giurisprudenza richiamata per affermare che la proposizione di un ricorso ammissibile abilita il giudice di legittimità a rilevare d'ufficio la prescrizione maturata dopo la sentenza di appello.

Massime di principio

  • Se, dopo la sentenza di merito, sopravviene la prescrizione del reato prima della decisione in Cassazione, la Corte di legittimità può rilevarla d'ufficio e dichiarare l'estinzione del reato.
  • La dichiarazione di estinzione per prescrizione può determinare l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata quando l'accoglimento dei motivi di doglianza richiederebbe il rinvio al giudice di merito, operazione impedita dall'intervenuta prescrizione.
  • La proposizione di un ricorso non manifestamente infondato abilita il giudice dell'impugnazione a esaminare anche questioni relative alla prescrizione sopravvenuta.
  • L'eventuale proscioglimento con formula più favorevole previsto dall'art. 129, comma 2 c.p.p. è applicabile solo se il giudice di legittimità può pronunciarsi definitivamente; se invece la valutazione richiede un rinvio per nuovo esame, la prescrizione esclude tale rinvio e conduce all'estinzione del reato.
  • Per gli imputati, un ricorso tempestivo può determinare benefici derivanti dalla prescrizione sopravvenuta anche quando i motivi di cassazione non siano manifestamente infondati.

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