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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25088/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Cosenza che aveva dichiarato "non doversi procedere" per remissione di querela nei confronti degli imputati, sostenendo che il reato di lesioni contestato era aggravato per essere stato commesso da più persone riunite e che, pertanto, doveva essere procedibile d'ufficio. Il ricorso lamenta violazione di legge per avere il Tribunale qualificato il delitto come procedibile a querela nonostante la circostanza aggravante.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso nel suo complesso. Ha rilevato la morte di Gabriele e ha annullato senza rinvio la sentenza nei suoi confronti perché il reato si è estinto per morte dell'imputato (art. 150 c.p.; art. 620, comma 1, lett. a), c.p.p.). Quanto a Straface Rosa, la Corte ha ritenuto fondato il motivo del Procuratore generale: il delitto di lesioni aggravato, quando la aggravante è costituita dall'aver commesso il fatto "da più persone riunite", rimane procedibile d'ufficio anche dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n.150/2022. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata e rinviata alla Corte d'appello di Catanzaro per nuovo giudizio (art. 569, comma 4, c.p.p.).

Norme richiamate

  • artt. 582 e 585 cod. pen.

    Riferite al reato di lesioni e alla relativa forma aggravata; la Corte ha considerato che, nella fattispecie, la circostanza aggravante per avere commesso il fatto "da più persone riunite" incide sul carattere della procedibilità (procedibilità d'ufficio).

  • art. 150 cod. pen.

    La Corte ha applicato la norma per dichiarare estinto il reato nei confronti dell'imputato deceduto, con conseguente annullamento della sentenza senza rinvio.

  • art. 620, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    art. 620, comma 1, lett. a) c.p.p.

    Norma processuale invocata per disporre l'annullamento senza rinvio in caso di morte dell'imputato.

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    La Corte ha interpretato che le modifiche legislative non hanno eliminato la procedibilità d'ufficio per il delitto di lesioni aggravato quando la aggravante è l'azione compiuta da più persone riunite.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n.137, conv. con l. 18/12/2020, n.176

    Richiamata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte; non incide sul merito della procedibilità ma sul procedimento di trasmissione degli atti.

  • art. 569, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 569, comma 4, c.p.p.

    Norma che autorizza l'annullamento con rinvio per carenze o vizi della decisione di merito; applicata per rinviare la causa alla Corte d'appello di Catanzaro nel giudizio contro Straface.

Massime di principio

  • Se il fatto è aggravato per essere stato commesso da piu' persone riunite, il reato di lesioni si configura come procedibile d'ufficio e la remissione di querela non può estinguere il procedimento.
  • La morte dell'imputato estingue il reato e determina l'annullamento della sentenza senza rinvio nei suoi confronti ai sensi dell'art.150 c.p. e norme processuali collegate.
  • Le modifiche normative (es. d.lgs. n.150/2022) vanno interpretate alla luce delle aggravanti specifiche: non tutte le riforme abrogano la procedibilità d'ufficio delle fattispecie aggravate.
  • In caso di accoglimento del ricorso per vizio di qualificazione della procedibilità, la Corte di Cassazione può annullare la decisione di merito e rinviare il giudizio al giudice d'appello per un nuovo esame.
  • La distinzione tra reati procedibili a querela e reati procedibili d'ufficio è decisiva: la presenza di circostanze aggravanti può trasformare la procedibilità e impedire la chiusura del procedimento per remissione di querela.

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