Cassazione Penale, Sentenza n. 9429/2025 del 07/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo del box n.12 nel mercato ittico demaniale di Gallipoli, deducendo tre censure principali: (1) assenza o apparente motivazione e errata valutazione rispetto ai provvedimenti amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) che avrebbero dichiarato illegittimo lo sgombero; (2) carenza di motivazione sulla non necessarietà delle indagini sull'elemento soggettivo e sull'assenza del periculum in mora; (3) mancanza di autonoma valutazione da parte del GIP degli elementi forniti dal PM e nullità del decreto per difetto di autonoma motivazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i primi due motivi generici e non confrontati adeguatamente col provvedimento impugnato; ha confermato che l'annullamento amministrativo dell'ordinanza di sgombero non incide sulla configurabilità del reato di occupazione abusiva del demanio (artt. 54 e 1161 cod. nav.), perché il reato si integra con la mera occupazione senza titolo; ha ritenuto che il tribunale del riesame avesse esaminato compiutamente l'elemento soggettivo alla luce delle ripetute diffide e avvisi; ha giudicato adeguata la motivazione sul periculum in mora (rischio per incolumità e salute pubblica e impedimento ai lavori di ristrutturazione); ha respinto anche la censura sull'autonoma valutazione del GIP ritenendo che nel complesso del provvedimento fosse presente valutazione autonoma e che la tecnica dell'incorporazione sia compatibile con essa. Ha condannato il ricorrente alle spese e al pagamento di euro 3000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Richiamato in relazione ai vizi di motivazione delle ordinanze cautelari; la Corte ritiene che le censure non dimostrino la carenza di motivazione del provvedimento impugnato.
artt. 324, 325, 309 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione ai vizi di motivazione e di omessa pronuncia: la Corte valuta che il riesame ha esaminato le doglianze e che non sussiste apparenza o inesistenza motivazionale.
Il requisito dell'autonoma valutazione del giudice cautelare va valutato sulla motivazione complessiva del provvedimento e non in relazione a ogni singola contestazione; la Corte ha ritenuto sussistente autonoma valutazione anche se in parte condivisa con le richieste del PM.
il reato si integra con la mera occupazione dello spazio demaniale in difetto di titolo
La Corte conferma che l'illiceità penale dell'occupazione demaniale non richiede la preventiva ordinanza di sgombero: la mera occupazione senza titolo è il nucleo dell'illecito.
Richiamato per distinguere l'ingiunzione di rimessione in pristino (post factum) che integra un diverso reato rispetto all'occupazione demaniale.
Citata per le modifiche al regime di motivazione delle misure cautelari (es. art. 292); la Corte ricorda la compatibilità della tecnica dell'incorporazione con l'obbligo di autonoma valutazione.
Massime di principio
- L'annullamento o l'illegittimità di un provvedimento amministrativo di sgombero non cancella automaticamente la fattispecie penale di occupazione abusiva del demanio: l'illecito si configura con la semplice mancanza del titolo concessorio.
- Per il sequestro preventivo (misura impeditiva) può risultare decisivo il periculum in mora collegato a rischi per la salute o l'incolumità pubblica e all'impedimento di lavori pubblici: il giudice deve motivare tale rischio in modo coerente con gli elementi probatori.
- La prova dell'assenza dell'elemento soggettivo (dolo) in materia di occupazione demaniale richiede che l'indagato dimostri di aver fatto il possibile per conformarsi alla legge (es. azioni concrete per ottenere titolo o cessare l'occupazione); mere contestazioni formali dei provvedimenti amministrativi sono spesso insufficienti.
- La censura sulla mancanza di autonoma valutazione del giudice cautelare è difficile da sostenere se dal provvedimento complessivo emerge l'esame degli atti e una rielaborazione critica: l'autonomia va valutata nel suo complesso, non per singolo punto.
- Per difendere efficacemente una situazione simile è strategico: documentare la titolarità o buone ragioni di legittimità dell'occupazione, provare tempestive iniziative per ottenere il titolo o per adeguare l'uso, fornire elementi specifici che sminuiscano il periculum in mora (es. certificazioni igienico-sanitarie, stato effettivo dei locali) e contestare punto per punto la motivazione del giudice con riferimenti precisi agli atti.
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