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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12714/2026 del 07/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 21/10/2025 che aveva rigettato l'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali e, in subordine, di detenzione domiciliare ex art. 47-ter comma 1-bis legge 26/7/1975 n. 354. L'unico motivo di ricorso era la presunta manifesta illogicità della motivazione: secondo il ricorrente il Tribunale avrebbe valutato l'irreperibilità in base a ricerche effettuate su un indirizzo errato (Corso Guercino 65 a Ferrara, inesistente) anziché sull'indirizzo corretto indicato nella domanda (Corso Guercino 65 a Cento, studio del difensore) dove era stata eletta la residenza ai sensi dell'art. 677 comma 2-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha rilevato che, pur essendo stata prodotta l'elezione di domicilio presso il difensore (studio in Corso Guercino n.65 a Cento) e pur essendo valida la notifica via PEC al difensore, dall'istruttoria non risultava alcun domicilio effettivo per l'esecuzione della misura alternativa, né numeri di telefono o altri elementi di reperibilità. Il Tribunale aveva altresì tentato notifiche a mani all'indirizzo di Ferrara senza risultato e, all'udienza, il difensore non era in grado di reperire l'interessato né indicare domicilio alternativo. La Corte ha ritenuto che la mancanza di una stabile e conosciuta residenza rende impossibile la verifica dei presupposti e l'esecuzione del beneficio (irreperibilita' di fatto) e costituisce legittimo motivo per il rigetto dell'affidamento in prova o della detenzione domiciliare. Pertanto il rigetto è confermato e il ricorso è dichiarato inammissibile/rigettato con conseguenti statuizioni di rito.

Norme richiamate

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47-ter, comma 1-bis

    Norma richiamata quale base per la richiesta di detenzione domiciliare/ misura alternativa; disciplina l'applicabilità di misure alternative alla detenzione

  • Codice di procedura penale, art. 677, comma 2-bis

    Imposizione dell'elezione di domicilio per le istanze davanti al magistrato di sorveglianza; finalità di assicurare un domicilio certo per le notifiche e di impedire sottrazioni alla esecuzione della pena. L'elezione di domicilio presso il difensore vale per la notifica, ma non sostituisce la necessità di indicare un domicilio effettivo ove eseguire la misura alternativa

  • Cass. Sez. U., n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro)

    Consente alla Corte di esaminare gli atti per valutare il vizio denunciato in cassazione nei limiti del motivo dedotto

  • Cass. Sez. 2, n. 8887 del 17/01/2019 (Sabattini)

    Principio secondo cui la notificazione via PEC al difensore, anche in qualità di domiciliatario dell'imputato, è efficace e non determina nullità quando l'atto sia inviato in unica copia

  • Cass. Sez. U., n. 18775 del 17/12/2009

    Sottolinea la tassatività dell'adempimento previsto dall'art. 677 c.p.p. e ne indica la finalità di velocizzare il procedimento e di evitare sottrazioni del condannato all'esecuzione della pena

  • Cass. Sez. 1, n. 4322 del 24/06/1996 (Messina)

    Affidamento in prova richiede la continua reperibilità del soggetto per consentire il contatto diretto con il servizio sociale e la verifica del rispetto delle prescrizioni; la reperibilità è condizione essenziale per il beneficio

  • Cass. Sez. 1, n. 12411 del 20/12/2000 (Sow)

    L'irreperibilità del condannato al momento della decisione può precludere l'accoglimento della misura alternativa se indica disinteresse e impedisce la verifica dei presupposti

  • Cass. Sez. 1, n. 22442 del 17/01/2019 (Falbo)

    Conferma che la mancanza di una stabile e conosciuta residenza ostacola il necessario supporto e controllo da parte del servizio sociale e legittima il rigetto dell'istanza, anche se esiste elezione di domicilio

  • Cass. Sez. 1, n. 27347 del 17/05/2019 (Lupu)

    Ribadisce che l'elezione di domicilio non esclude la necessità di un domicilio effettivo dove eseguire la misura alternativa; l'assenza di tale domicilio può giustificare il rigetto

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso il difensore garantisce la validità delle notifiche (anche via PEC) ma non è di per sé sufficiente a dimostrare l'esistenza di un domicilio effettivo per l'esecuzione di una misura alternativa
  • Per ottenere affidamento in prova o detenzione domiciliare è necessario indicare una residenza stabile e reperibile ove il servizio sociale possa instaurare il necessario contatto e controllo
  • L'irreperibilità di fatto al momento della decisione è motivo legittimo per il rigetto dell'istanza: se il giudice non può verificare i presupposti o temere una sottrazione, può negare la misura
  • È opportuno che l'istanza contenga, oltre all'elezione di domicilio, un domicilio effettivo alternativo, recapiti telefonici e ogni elemento utile a comprovare la reperibilità dell'interessato
  • La notifica tramite PEC al difensore domiciliatario è efficace; tuttavia, se all'udienza non viene fornita la prova della presenza o di un domicilio alternativo, il tribunale può rifiutare di concedere termini e respingere l'istanza
  • In situazioni simili, il difensore dovrebbe anticipare e documentare la reperibilità del cliente (indirizzo reale, recapiti, eventuali contatti con UEPE o servizi sociali) per evitare che il giudice interpreti la mancanza come disinteresse o rischio di sottrazione

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